venerdì 18 dicembre 2009

UNA FOTO AL GIORNO… LEVA IL MEDICO DI TORNO: NON TI FIDAR DELLA SABRINA GORI


Non ti fidar | di un bacio a mezzanotte | se c’è la luna non ti fidar, diceva una vecchia canzone del Quartetto Cetra.
È il caso di riadattare il testo al Sindaco di Quarrata: il Sindaco dei bambini, quello che prepara loro un roseo futuro nell’accogliente posto dove si vive bene.
Leggete l’articoletto della Nazione, che risale al 29 marzo scorso, e questa lettera di un nostro lettore; e fatevi due risate. Amare, ovviamente.
Mentre l’amministrazione proclama la jad-guerrasanta in difesa delle colline e delle loro frazioni, e il recupero dei sentieri, ecco che gli uffici tecnici del Comune fanno sbarrare e chiudere – con cancellate, recinzioni e catene – perfino le strade vicinali e interpoderali, senza tener conto di niente: né degli usi, né dei costumi inveterati, né delle servitù di uso pubblico ultracentenarie che vi si erano stabilite sopra da tempo immemorabile. Così il primo che càpita e fa una richiesta, e il primo che ottiene tutti i permessi di fare come vuole e chiudere, accecando ogni percorso e tratturo “a prescindere”, come direbbe Totò.
Una situazione non altrimenti definibile che oscena: innescata dagli uffici e avallata dal silenzio colpevole dell’amministrazione, dei suoi funzionari di più alto livello e finanche del difensore civico (e presto lo dimostreremo) che sembra aver sbagliato prospettiva e credere che gli unici cittadini di Quarrata siano quelli che compongono la Giunta – da cui, del resto, tira le sue quattro paghe per il lesso, tanto per usare una famosa espressione del Carducci.
E ora leggete cosa scrive il nostro lettore:

A PROPOSITO DI SPENDERE MALE I SOLDI

Caro Mario, fate bene a tornare sulle spese esagerate e non utili alla gente di Quarrata, a tale proposito vi vorrei sottoporre un articolo pubblicato sulla Nazione in data 29 marzo (domenica), sul quale vorrei anche aggiungere un piccolo ricamino: mi risulta che è stato richiesto a più riprese quanto meno di chiudere le buche – di via Burianese – che sono sempre più veramente pericolose, ed è stato sempre risposto che non ci sono i soldi per fare queste cose… e quindi la dice lunga l’aver destinato € 16.800 per le tavole di Orfeo, una scelta consapevole che guarda alla sicurezza dei cittadini!! Ma c’è da dire di più, la via Burianese risulta secondo le evidenze del comune una via vicinale e quindi senza il concorso dei frontisti non è possibile affrontare le spese quanto meno per una asfaltatura. Mi piacerebbe sapere come hanno fatto a sistemare con tanto di asfalto, si parla di 2-3 anni fa, la strada denominata via Lunga o Riacci che dai cosiddetti Crociali, porta a Colle, e al principio parte proprio dall’inizio di via Burianese. Ma senza tanta vergogna è stato fatta una delibera a causa della quale anche i residenti in una strada vicinale devono pagare il “passo carrabile” mai visto prima. Da una parte si chiede soldi dall’altra si lasciano i cittadini senza acquedotto, senza luce, (ma per le elezioni l’illuminazione è arrivata lungo la via Baronciatica!!), senza gas e con tante buche in modo che prima o poi qualcuno si romperà l’osso del collo: allora ci sarà da ridere sulla responsabilità. Vi allego copia dell’articolo, sfruttatelo quanto vi pare. Saluti cari.

Buona lettura a tutti gli uomini di buona volontà.

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UNA FOTO AL GIORNO… LEVA IL MEDICO DI TORNO: QUASI SENZA PAROLE


A dire di più si rischia di aggiungere solo delle banalità: ecco perché “quasi” senza parole. Lasciamo ai nostri lettori il compito di seguire La Nazione di ieri 17 dicembre; e di riflettere sull’intervento del sindaco di Montale Scatragli, soprattutto quello evidenziato in celeste.
Le due Signore Sindache della Piana di Pistoia? Fanno stato a parte; non si abbassano a parlare con il terzo sindaco-incomodo.
Scatragli parla di non-correttezza o poca correttezza: noi possiamo permetterci di dire semplicemente scorrettezza assoluta. La sostanza è quella.
Le gemelle Kessler sono troppo coordinate per rivolgere la parola a una terza gemella che non è del loro stesso colore politico, che non ha il loro stesso sangue.
Ecco l’Italia ed ecco gli uomini (??) del PD sempre pronti a mediare e a discutere i problemi con gli altri: aperti al dialogo.
Intanto, ieri sera (17 dicembre) dopo cena, fino verso la mezzanotte, si sono riuniti i comitati che si interessano dell’inceneritore. C’eravamo anche noi. E c’era anche il sindaco Scatragli. Le grandi assenti – pur se invitate – erano le “gemelle Kessler”: evidentemente «Eleanna & Sabrina» avevano altri contratti e “ballavano” altrove.
Perché c’è sempre un altrove, quando non abbiamo niente da dire o non vogliamo guardare la gente negli occhi perché non sappiamo cosa rispondere alle sue domande…
Buona giornata!

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mercoledì 16 dicembre 2009

UNA FOTO AL GIORNO… LEVA IL MEDICO DI TORNO: DAVVERO NON C’È SPERANZA


Stamattina, 16 dicembre, fanno impressione tre notizie, due delle quali vengono dall’edizione nazionale della Nazione e la terza dalla cronaca di Pistoia.
In prima linea le notizie che riguardano il dopo-ferimento di Berlusconi: il clima politico, “sereno” e conciliante, che si respira all’Università di Roma (non dimentichiamo che, qualche tempo fa, in quel nido di pace c’era perfino stato un professore negazionista, cioè pronto a giurare che nessun nazista aveva mai mandato 6 milioni di ebrei alla camera a gas!); e le reazioni alla decisione di Maroni di oscurare – attenzione – i siti violenti, con un coro di no da parte di Udc, Pd e Idv. Si parla di siti violenti, non di siti critici o ipercritici: eppure la decisione Maroni la vuole lasciare ai giudici, cioè a un terzo neutrale.
Su queste notizie non ci sono commenti. Ogni lettore frughi nella propria coscienza e si risponda da sé – anche se, per certi ‘figuri’ la risposta è già fornita in automatico delle menti di una Università che, ormai, sta diventando la succursale di Padova degli anni di Toni Negri.
La seconda notizia – data un po’ in ritardo, per la verità, rispetto al blog di Andrea Balli e al nostro stesso blog, su cui già ne avevano parlato – è la risposta di quelle che definimmo le gemelle Kessler della Piana pistoiese, agli antiincenritoristi e avversari dell’impianto obsoleto di Montale.
Serafiche e dolcissime, come due allieve di Hello Kitty che aprono occhioni dolci e sognanti alla vita, Eleanna e Sabrina si meravigliano molto di tante noie che vengono date e al CIS-Mon(tale)amour – che loro adorano forse perché porta tanti bei dindi nelle loro taschine – da parte di quei ‘cattivoni’ dei salutisti.
Noi ci limitiamo a riportare la risposta dei comitati antiinceneritoristi riuniti. Anche in questo caso ogni lettore deve pensare con la propria testa:

IN RISPOSTA ALLE SINDACHE “POMPIERE” DI AGLIANA E QUARRATA È abbastanza logico che le comproprietarie di un impianto inquinante e malgestito si lamentino del fatto che qualcuno di coloro che dovrebbero controllarlo faccia il suo dovere. Meno logico è che, a lamentarsi, siano quelle che dovrebbero tutelare la salute dei cittadini, ossia i sindaci dei comuni di Agliana e di Quarrata, e che invece sono prigioniere di un vero e proprio conflitto di interesse. Una di loro, quella di Agliana, si ritrova ad avere il territorio più colpito dalle ricadute tossiche dell’impianto di incenerimento di Montale: galline ed uova inquinate da diossine e PCB tranquillamente mangiate dai suoi concittadini. L’altra, quella di Quarrata, è anche un medico, e dovrebbe quindi conoscere il nuovo articolo 5 del suo codice deontologico che considera “l’ambiente come determinante fondamentale della salute dei cittadini”, e dovrebbe anche “garantire alle future generazioni la fruizione di un ambiente vivibile”.
Possibile che loro continuino a minimizzare la responsabilità dell’impianto per gli alti livelli di diossine e PCB riscontrati sui polli, sulle uova, sul manzo e sui terreni nell’area di ricaduta dell’impianto, quando è la stessa ARPAT che in una nota al Sindaco di Montale (n° Prot . 87648 del 9 novembre 2009) è costretta ad ammettere “Non abbiamo mai smentito una diretta riferibilità dell’inquinamento presente in zona all’inceneritore di Montale”.
Le due Sindache di Agliana e Quarrata dovrebbero sapere che la salute è un diritto fondamentale, così è scritto nella Costituzione della Repubblica, mentre loro si trovano di fronte al conflitto tra un interesse economico e un Diritto previsto dalla Costituzione, alla quale hanno giurato di essere fedeli.
Speriamo se ne ricordino!

FIRMATARI
  • Coordinamento dei Comitati della Piana Firenze – Prato – Pistoia
  • Comitato per la Chiusura dell’Inceneritore di Montale
  • Comitato Contro l’Inceneritore di Montale
  • Collettivo Liberate gli Orsi (Pistoia)
Buona giornata!

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martedì 15 dicembre 2009

UNA FOTO AL GIORNO… LEVA IL MEDICO DI TORNO: QUANTI SOLDI SPESI MALE!


Come dare torto a Daniele Ferranti e Maurizio Ciottoli? Stavolta si scopre che il Comune ha speso 30mila euro (60 milioni delle vecchie lire) per risistemare il campo sportivo sussidiario. Leggete il pezzo comparso su La Nazione: si sarebbe trattato di un investimento per ottenere l’effetto drenante e togliere l’acqua dal campo quando piove.
Ma questo effetto è stato ottenuto, si chiedono i due consiglieri? E la risposta è no: il sussidiario è ancora una palude. Soldi buttati, quindi.
Sapete qual è il sussidiario? Quello che sta al di là dello stadio principale: a tu per tu con la famosa spianata su cui si affaccia la grande scritta di Nannucci, l’opera d’arte più bella e più grande del mondo che, tra 5 giorni, sarà smontata. E quanto hanno goduto i Quarratini di questo grande valore universale?
Facciamo una domanda cattiva da opposizione cattiva? Per caso questi 30mila euro non saranno mica finiti nella “zollatura” della spianata dinanzi all’opera d’arte del 3° millennio?
E gradiremmo una risposta ufficiale dalla Signora Sindaco e dei suoi solertissimi funzionari, non il solito indemocratico silenzio.
Altri trentadue milioni (16mila 800 euro), intanto, partono per salvare le formelle della “Favola di Orfeo” di Agenore Fabbri – formelle che si sono deteriorate (ma, forse, per incuria di qualche funzionario che si dà un sacco di arie senza funzionare a dovere?).
E ora ci dica Superciuk, il moralista che ci accusa di osteggiare la Giunta quarratina (vedi i commenti al post di Berlusconi ferito), se dobbiamo far governare, senza battere ciglio, un’amministrazione che spende senza dire niente a nessuno attraverso determine (decisioni di spesa) milionarie, o se invece abbiamo il dovere morale di far chiudere i rubinetti a questi spendaccioni impenitenti che risparmiano sui fochi d’artificio del Settembre quarratino e addossano ai cittadini debiti su debiti senza mai fine.

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lunedì 14 dicembre 2009

È GIÀ TROPPO TARDI


Non c’è molto da dire, è già troppo tardi, ma qualcosa deve essere fatto. La risposta deve essere ferma e rigorosa.
Non importa se a compiere il gesto di aggressione al Presidente del Consiglio è stato un malato psicolabile in cura da dieci anni o chiunque altro. Da troppo tempo in questo Paese si respira un’aria di violenza e di aggressione, checché ne dica Di Pietro, l’uomo politico che ha giustiziato la prima Repubblica e firmato come autore la seconda, molto più zoppa della precedente.
Ogni sera su quattro quinti dei canali televisivi il clima è quello dell’aggressione morale e del pestaggio. Ogni mattina su cinque sesti della stampa italiana affiora il medesimo clima. Poi si respira nell’aria delle giornate di lavoro, di ogni lavoratore.
In Italia manca la libertà si stampa? Non ne siamo affatto convinti.
Manca invece la libertà di poter svolgere i propri compiti istituzionali e di essere rispettati da chi ci sta intorno, anche se non è dei nostri.

Berlusconi diventa Presidente del Consiglio e i tribunali si svegliano, fioccano gli avvisi di garanzia, si aprono le bocche dei pentiti ed esce quello che esce, pronto a rimbalzare in tutta l’area dell’informazione.
La violenza non è solo quella di chi spara, di chi getta le molotov, di chi cospira nell’ombra. Quella è la violenza fisica di chi ha colpito il Presidente.
Alle spalle c’è il clima dell’odio che, appena Berlusconi giura, si riaccende all’istante, senza remissione.
Chiunque gioca con questo fuoco è il vero responsabile dei gesti inconsulti che possono prendere ispirazione da questo irrespirabile clima aggressivo.

Auguri, Presidente! Rimettiti presto per riprendere il tuo necessario lavoro.

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domenica 13 dicembre 2009

IL PUNTO


2. PROFONDO ROSSO
Domenica 13 dicembre 2009.

Da Misteri italiani di domenica scorsa a Profondo rosso di oggi, il passo è breve; più breve di quanto si possa immaginare. La settimana è stata caratterizzata, come al solito, di una sequela di fatti inarrestabili, polemiche e contropolemiche, banalità e stupidaggini di ogni sorta e da ogni parte. Iniziamo dal macrocosmo per arrivare al microcosmo di Pistoia e Quarrata.
Berlusconi parte all’attacco e dice che lo Stato è in mano ai giudici. Ed ecco partire anche la crociata profondo-rosso capeggiata dalle sinistre, ma seguìta anche da Casini che, nell’estremo tentativo di allargare i propri orizzonti, fa l’occhiolino a Fini, il quale, peraltro, già vezzeggiato anche da Rutelli (ma quale credibilità potrà avere chi ha “pregato in tutti i templi del mondo” e girato ogni partito?), sta cercando, con le sue esternazioni, di portare nel PDL un minimo di dibattito e una pluralità di posizioni su temi, che in un partito di massa del 40%, sono ampiamente giustificate e che non vanno sacrificate a favore di una semplice adorazione del leader.
Bersani lasciamolo da parte, dato che ha un partito più sfilacciato dei jeans dei giovani di oggi; e facciamo invece caso a quanto ha detto stamattina, da LA 7, Sofia Ventura, politologa docente dell’Università di Bologna: “Berlusconi sbaglia: ma perché tutti devono negare che lo Stato è davvero in mano a un manipolo di giudici che si arrogano il diritto di difendere la Costituzione dal loro personale punto di vista che è, in buona sostanza, una loro instancabile fede profondo-rosso?”. Non è stato uguale anche il fenomeno Di Pietro-Mani pulite, si è chiesta la politologa? Questo, in sintesi il suo intervento.
Più chiaro e – stranamente – acuto, Di Pietro ha commentato che nessuno vuole andare alle elezioni anticipate e che Berlusconi non lo farà nemmeno stavolta. E sarà bene così, diciamolo pure. Perché chi sopporterebbe un altro governo di centrosinistra, con gente che si strappa i capelli, divisa tra portatori di verità sacre (i cattocom della presidentessa Bindi), moderati di non si sa chi (Dalema?) e scettici alla Marino, che ribadisce che non si possono fare accordi alla «come viene» (e pensa a Casini catalizzatore pericolosissimo), accordi che rischiano di frantumare il “calcestruzzo politico non ben cementato”.
Il PD ha da pensare ad altro e poiché non riesce in altro modo – sempre per seguire il filo del pensiero di Sofia Ventura – cerca di disarcionare il presidente del consiglio con lo strumento della “frangia legalista della magistratura”.
In sospeso, ancora dopo 40 anni di ‘solerte’ indagine giudiziaria e di provvidi provvedimenti dei magistrati, ecco riemergere, del tutto irrisolta, la vergogna della strage di Piazza Fontana, sulla quale non si può fare altro che piangere per la morte degli innocenti, una morte che il potere giudiziario – quello stesso dei tre che tanto sta cercando di fare in nome della Costituzione – non è riuscito a ripagare in termini di chiarezza e di affermazione della Giustizia con la G maiuscola.
E, per scendere dal “macro” al “micro” (magari anche microcefalìa), eccoti una delle solite stupidaggini che però ben dipingono questa civiltà italiana del terzo millennio: Luxuria “farebbe sesso con Obama”. Notizia a cui c’è da rispondere solo con un bel «e chi se ne frega?». Perché… sono questi i temi su cui e di cui dibattere?
A Pistoia ecco l’analisi settimanale di Paolo Magli, che ci addita come, nell’arco di quest’anno, abbiamo perso una parte di noi: sia in termini di economia, per la grande crisi che ha tagliato 7mila posti di lavoro, sia in termini di umanità, per le vicende dell’asilo «Cip e Ciop». L’errore di Magli, però, è scoprire che «il male è ancora tra noi», senza capire – pur se lo dovrebbe fare facilmente come attento cronista – che il male sarà sempre fra noi: e non solo sul versante della follia mentale (la Scuderi chiede perdono a tutti e suscita polemiche infinite, ma allora cosa dovremmo fare ai pentiti che hanno ammazzato montagne di gente?), ma anche su quello politico-amministrativo, in cui sindaci, assessori e funzionari pubblici, di qualsiasi livello, vengono costantemente meno ai loro doveri, non si accorgono di nulla, continuano nella loro corsa acefala e regolarmente finiscono con il non pagare mai di tasca propria: vergognosamente impuniti.
E intanto che la Camera penale attacca la Procura della Repubblica di Pistoia, non senza ragione, per aver diffuso i video dell’asilo «Cip e Ciop» senza tener conto dei minori che vi comparivano (un’analoga iniziativa di un qualsiasi organo di stampa verrebbe subito repressa: ma i giudici hanno la scritta «la legge è uguale per tutti» alle loro spalle, mentre la gente comune ce l’ha in faccia), e mentre anche il Vescovo Mansueto Bianchi è della stessa opinione, tutto continua a scivolare senza novità alla stessa maniera; con solo qualche intervento in più, perché tutti vogliono «dire, fare, baciare, lettera e testamento», per far vedere che esistono: un po’ come Fini con Berlusconi, insomma. E sul «Cip e Ciop», da ultimo e quasi per forza, ecco schierarsi anche tutto il vertice del PDL, Lapenna incluso… Ma non è già un po’ tardi?
Nel frattempo, con il solito modo di esprimersi della sinistra ex-comunista e ora PD, ma identica a se stessa (possono cambiare nome, ma restano quello che sono, non c’è cristi), la Moroni ha strabordato per togliersi di dosso una zecca fastidiosa come Alessio Bartolomei: e l’ha accusato di essere lo sponsor di «Cip e Ciop». L’ha detto anche all’unità e… magicamente s’è presa una doppia denuncia, penale e civile: Bartolomei vuole essere risarcito per questo sfregio da autorete rossa. Ma il Comune di Pistoia è un angioletto: ha vigilato così tanto attentamente, che si è accorto che alla struttura mancavano i requisiti di “asilo doc” solo quanto è scoppiato lo scandalo… Ma si può?
Intanto i vertici dell’amministrazione di Cutigliano sono stati multati da un loro vigile urbano inflessibile come Alberto Sordi nell’omonimo film, che fra l’altro si rifaceva a un episodio vero accaduto negli anni 50-60. E le cronache ci vanno a nozze. Sbagliato? Sì: perché dovrebbe essere una cosa normale; ma anche no: perché – come dicevamo sopra – vedere che i politici e gli amministratori pagano come ogni cittadino della strada è diventato ormai un “episodio inaudito”. E questo dà la misura termometrica dello stato di salute psico-fisico-politico-civil-morale dello Stato in cui tutto è a posto fuori che un uomo, Berlusconi, il diavolo in persona e la fonte di tutti i mali: quel corrotto a carico del quale i processi si muovono quando è presidente del consiglio e si arrestano quando non lo è. Che strano fatto, non vi pare?
Ed eccoci alle primarie del PD, per le quali la Regione spenderà baracche di soldi dei cittadini toscani. Ricompaiono le solite facce e i soliti riciclati doc. Erano “vetero” 30 anni fa, sono “rinnovati” oggi: eppure sono sempre gli stessi. La palingenesi non finisce mai e noi continuiamo ad essere “a rischio di governo” di gente che, pur appoggiando così da presso i lavoratori, non hanno mai saputo cosa sia lavorare sotto padrone. Che bello! Chi ci toccherà? Venturi? Morelli? Chi di loro continuerà a intascare migliaia di euro solo per la indomita fedeltà al partito rinnovato, ma sempre instancabilmente identico a se stesso? O la spunterà, solo per un caso strano, qualche giovane rampante dell’ultima ora? Largo alla Belliti, è tutta per il rinnovamento – ma chi ci crede…?
E infine caliamo nei – come si dice – “fatti nostri”. Eccoti le «due bambole profondo-rosso» della Piana pistoiese, le gemelle Kessler della politica-amministrativa: Eleanna Ciampolini, che scelse il motto «la forza della dolcezza» (ma forse quella dei chicchi del Catinari…) e la Sabrina Sergio Gori, alla quale si addice solo questo di motti «il silenzio è d’oro», visto il suo istituzionale mutismo, per cui s’è beccata di «struzzo» proprio l’altro giorno su questa stessa colonna, più vivace e più cronaca delle cronache stesse della nostra Provincia.
Questa «coppia d’alto affare», che meriterebbe un occhiello del tipo «attenti a quelle due», scende in campo, sorriso rispolverato per l’occasione, a rassicurare tutti i cittadini; a sostenere il CIS, che guadagna fior di milioni con il sudicio da buttare in forno; a “sparucchiare” – moderatamente, s’intende, con la dolcezza e con il… quasi silenzio – addosso ai comitati antinceneritore. Se ce lo dicono loro due di stare tranquilli, allora bisogna crederci. Una di loro è anche medico di base, no?
C’è solo da chiedersi una cosa: ma perché l’USL se la piglia con il CIS, con la Provincia e con chi vuole fare il bene dei cittadini (leggi Comuni proprietari dell’impianto)? In fondo i comitati antinceritoristi non sono addottorati su questioni molto tecniche e scientifiche, sono un po’ dei somari incapaci di capire la scienza (leggetevi, per curiosità, l’intervento integrale sul blog di Andrea Balli e ridete, se riuscite a non vomitare: http://andreaballi.blogspot.com/2009/12/il-termovalorizzatore-di-montale.html ).
Perbacco, che scienza!
Ma come avrà fatto a laurearsi Hellen… pardon, la Sabrina?

Buona domenica a tutti.

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sabato 12 dicembre 2009

UNA FOTO AL GIORNO… LEVA IL MEDICO DI TORNO: L’AMBIENTE? ALL’ULTIMO POSTO!


Anche stavolta non si devono spendere molte parole: i documenti parlano da sé. Questi due servizi di Giancarlo Zampini parlano in maniera sufficientemente chiara.
E anche se qualche zanpecora di Neanderthal (è un nuovo animale: la zanzaro-pecora) si attaccherà a tutto pur di attaccarci, sarà meglio che prima di darci degli stronzi, con la solita finezza della sinistra che ci accusa di essere dei beceri, legga quello che è stato scritto – e rifletta su questa oasi di Quarrata, su questo giardino delle Esperidi in cui nascono e crescono mele d’oro (ma forse solo per il Cis e per Publiacqua, per i cittadini altre... mele).
Vengano, vengano pure i bambini che sono accolti a braccia aperte dall’amministrazione che offre loro:
  • aria pulita al Parco Verde e sull’incrocio degli Olmi;
  • acque cristalline – lungo la Stella, il Quadrelli, l’Ombrone – come quelle presso le quali Petrarca vedeva la sua adorata Laura avvolta da una pioggia di petali su freschi prati d’erbe verdissime;
  • un sistema di rete fognaria che garantirà loro la stessa protezione igienica dei fondi di Napoli nel Rione Sanità e zone collegate;
  • un ambiente in cui non si conosce il significato di discariche abusive né private né, tantomeno, pubbliche, grazie soprattutto all’impegno dei funzionari dell’ufficio ecologia.
Qualche mese fa anche noi abbiamo scritto di depuratori che non funzionano e scaricano liquami nei fossi, a cielo aperto. E tutti zitti.
E, ancora più indietro, Alessandro Cialdi (UDC) si era sentito rispondere dal buon Mazzanti – il vicesindaco delle strade fatte a 7, come si dice da queste parti; con carreggiate che passato da 6 a 3 metri a secco… – che Publiacqua non ha quattrini e che potrà provvedere ai depuratori, ma solo dopo il 2016 e campa cavallo…
Nel 2016, cara ipotetica zanpecora di Neanderthal, i ragazzi nati quest’anno avranno 7 anni compiuti e questa amministrazione, grazie a Dio, sarà già morta e sepolta – anche se, purtroppo, i danni da essa inferti alla vita civile e al territorio della collettività quarratina, saranno purtroppo ancora ben visibili e difficili da cancellare: dalle tasche dei Quarratini e dalla terra su cui poggiano i piedi.

Evviva questo posto dove si vive bene!

(PS – A domani per l’appuntamento con Il punto, dedicato agli avvenimenti della settimana, comprese le costosissime primarie del PD – ovviamente? A carico dei Toscani…).

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venerdì 11 dicembre 2009

UNA FOTO AL GIORNO… LEVA IL MEDICO DI TORNO: ALLARME FIUMI, LA GENTE TREMA


Come scrive Marta Quilici oggi sul Tirreno, la gente dei Casini ha paura; teme per la propria sicurezza a causa dei corsi d’acqua che, nella zona, hanno sempre rappresentato un rischio per la vita delle popolazioni di pianura, e che oggi presentano crepe e falle negli argini.
Lunghi discorsi non sono necessari. Approfondite riflessioni sì. Non funziona il Consorzio Ombrone, non funziona la Provincia, non funziona il Comune. Sono tutti squattrinati, anche se sotto questi enti passano… fiumi di soldi.
Forse è meglio dire che il Comune funziona, ma solo per tutto ciò che non è necessario: in una sorta di sperpero istituzionale – e siamo stanchi di ripeterlo alle zanzare e alle pecore di Neanderthal, ma anche alla Sinistra che appoggia l’amministrazione Gori, senza alcun risultato, e si rende corresponsabile dei danni da incuria che la Signora Sabrina sta arrecando all’intero territorio del Comune di Quarrata.
La parsimonia è l’arte di saper rinunciare alle spese inutili, scriveva il filosofo Seneca duemila anni fa. A Quarrata le strade fanno pena – basta uscire dal centro inteso come le due piazze-salotto e via Vittorio Veneto –, i servizi non funzionano, i fiumi sono inquinati e malsicuri – come denunciano i residenti di Casini – ma gli amministratori hanno sperperato e continuano a sperperare per il museo (??) della Màgia, per la Querciola, per le feste del Settembre Quarratino: e se gli argini si rompono? A chi la tocca la tocca.
Che grande amministrazione, gente! E con gente intendiamo anche elettori di sinistra che votano questa combriccola che lascia che le case vadano all’acqua e la gente rischi sempre di più.
169 voti di differenza in più rispetto a noi della destra – che la finezza dei democratici di sinistra definisce stronzi (leggetevi i commenti al nostro post di ieri...) solo perché siamo gente di buon senso e giustamente scontenta degli sperperi sabriniani – possono essere sufficienti a giustificare una condanna all’acqua per l’intera collettività della pianura?
Meditate.
E cercate di entrare nell’ordine di idee che l’acqua non farà mai distinzione fra destre e sinistre, fra elettori della Sabrina (struzzi santi) e di altri (stronzi dannati).


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giovedì 10 dicembre 2009

UNA FOTO AL GIORNO… LEVA IL MEDICO DI TORNO: BELLA GIUNTA DI STRUZZI!


Sembra che proprio a questa immagine pòrtino i commenti che sono comparsi sul nostro ultimo post, ispirato dal servizio di Giancarlo Zampini dedicato ai ristoranti per così dire regolari.
Leggiamoli, questi commenti, uno dietro l’altro, per farcene un’idea più precisa:
  • Anonimo ha detto... occhio che le parrocchie non vogliono essere toccate... giudicano, predicano bene... ma non accettano invasioni di campo... e quando lo fai i “pretoriani” di qualche parroco sono pronti alle crociate... – 09 dicembre 2009, 11.40. – Si inizia con un commento che riguarda certo ‘integralismo’ confessionale mirante a preservare fideisticamente certi privilegi che un qualche pregiudizio lo recano davvero: e non lo diciamo solo noi, ma la stessa Confcommercio, che si era mossa in questa direzione sulla cronaca della Nazione di Montecatini già qualche mese fa. Segue, sùbito dopo, una riflessione che affronta il tema dei circoli – nel caso specifico il Parco verde di Olmi, l’area di pertinenza primaria delle sinistre, il seminario delle idee democratiche, sempre rigorosamente in regola con tutto e con tutti…
  • Anonimo ha detto... Avete scoperto l'acqua calda! C'è un personaggio che “purtroppo per lui” da diversi anni, cavalca questi sentieri 1° le parrocchie non si toccano, 2° quella che ora si chiama associazione PARCO VERDE non si tocca, semplicemente perché l'harem del nostro primo cittadino pranza in parrocchia, (periodo invernale) cena estiva, nello spazio perfettamente a norma, con tutte le garanzie igieniche (tant'è che è vietato l'ingresso ai cani) regolarmente munito di permessi, compiacentemente rilasciati dal SUAP “guai se non lo facessero” denominato Associazione PARCO VERDE, – certamente di verde ne vediamo poco – inutilmente continuiamo a dire senza fare dovendo subire ogni giorno queste ingiustizie. Forse non è vero che Dio vede e provvede, in questo Posto dove si vive bene, sono riusciti a mettere la benda anche a lui. – 09 dicembre 2009, 14.18. – Dopo il Parco verde ecco – almeno così sembra – l’intervento intellettual-ironico di un compagno che ci ‘cogliona’ con una di quelle affermazioni che lasciano perplessi proprio per l’assoluta mancanza di ironia; sull’osservazione che segue, lo stesso Vernacoliere – che pure è una punta avanzata di sinistra – rovescerebbe camion interi di spurgo biologico; soppesiàmone bene la poca intelligenza:
  • Anonimo ha detto... Non sapevo che tutti i ristoratori fossero tutti di destra – 09 dicembre 2009, 17.30. – E a riguardo di questa modesta capacità intellettiva si interroga anche l’anonimo commentatore che segue, il quale scrive:
  • Anonimo ha detto... come fai a trarre la conclusione che tutti i ristoratori sono di destra? quali elementi hai per sostenere questo? – 09 dicembre 2009, 20.39. – A ruota gli viene dietro un altro anonimo che cita direttamente il nostro post per sottolineare come a Quarrata esistano cittadini di serie A e cittadini di serie B; gente che ha la via spianata e gente che ha la via tutta in salita – e sai quanta materia ci sarebbe per il difensore civico, solo che volesse (e potesse) dare una sterzata alla situazione? Ma non lo farà mai…
  • Anonimo ha detto... “Chiudere gli occhi, come sta facendo da sempre questa Giunta? Non può essere la migliore soluzione: non la è. Se le regole ci sono – e la Signora Sabrina non fa altro che parlare di legalità, mentre le sue pecore di Neanderthal la seguono come ‘una buona pastora’ – devono valere per tutti e non, come spesso oggi avviene, per chi non è di sinistra niente è tollerato, mentre per gli affiliati e i fiancheggiatori, gli occhi dell’amministrazione restano non chiusi, ma cuciti. Non importa aggiungere molto altro, non vi pare?” Non sai leggere? – 09 dicembre 2009, 23.37. – Scherzosamente (o forse meglio in maniera sarcastica) G.F. finge di non sapere come stanno le cose: parla della Ferruccia e di Valenzatico, dove le mense parrocchiali non ci sono; si domanda se una l’abbia aperta il prete di Santallemura; ma vuole essere solo una provocazione…
  • Anonimo ha detto... o in dove sono le mense parrocchiali? alla ferruccia e a valenzatico non mi risulta. che il prete di santallemura si sia messo a cuocere bistecche? G.F. – 10 dicembre 2009, 10.17.Ma un altro commentatore risponde apertis verbis o, come si direbbe, fuori dei denti. Ed ecco che salta fuori la verità; quella che nessuno vuole; quella che, come tutti sanno, non può essere sempre tenuta nascosta in una cantina o in un sottoscala, ma prima o poi viene alla luce:
  • Anonimo ha detto... La mensa parrocchiale è da Don Mauro, ci sono stato anch'io e posso garantire che ci sono tante persone, ma tante persone che potrebbero andare a mangiare in un qualsiasi ristorante. – 10 dicembre 2009, 15.30.
Il problema di Quarrata è che ha una Giunta (meglio: un Sindaco) che non cura gli interessi di tutti, ma solo quelli di una parte; della sua parte; o della parte che, pur non essendo propriamente sua, sostiene la sua poltrona sulle spalle come i prìncipi del Vaticano reggono la sedia gestatoria del Pontefice.
Questo Sindaco interviene solo se gliene torna conto: altrimenti hai voglia a urlare! Puoi anche morire. Si chiude nel suo mutismo e tira innanzi – a spregio e a dispetto di tutto e di tutti – con una logica di quelle che ricalca, perfettamente, quei princìpi iniqui per abbattere i quali quel Sindaco spende l’ira di Dio in lunghissime settimane meeting della legalità.
La Signora Sabrina è convinta che non importa essere legalitari: l’essenziale è dichiaralo e ripeterlo all’infinito alla testa di un bel gregge di pecore di Neanderthal.

Bel Sindaco e bella Giunta di struzzi!

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mercoledì 9 dicembre 2009

UNA FOTO AL GIORNO… LEVA IL MEDICO DI TORNO: LE VERITÀ CHE NON PIACCIONO


«Oltre i circoli si fa un gran parlare di mense parrocchiali destinate alle persone bisognose, un pranzo per soli cinque euro. Purtroppo, succede anche a Quarrata, queste mense sono frequentatissime anche da persone che potrebbe frequentare locali tradizionali: mi riferisco ad impiegati di ogni tipo di azienda, ente o banca ». Quale soluzione in questo caso... «Sono dell’idea che se uno vuole dare da mangiare alle persone meno abbienti i pasti devono essere gratuiti, chi può spendere deve andare da altre parti». Vuol dire che servono regole certe anche per le feste paesane e sagre... «Altro punto dolente – continua ancora Daniele Colombo – In particolare con la bella stagione in ogni piazza si arrostiscono salsicce e “fettunte”, per non parlare di cosa accade ad Olmi dove le attività di ristorazione e pizza portate avanti dall’associazione “Parco Verde” iniziano alla fine di maggio e terminano i primi di settembre: il mio ristorante è situato a poche centinaia di metri. Qualcosa deve succedere – conclude Daniele Colombo – a noi ristoratori nessuno regala niente, si ha bisogno di regole certe, uguali per tutti».

A parlare stamattina, 9 dicembre, su La Nazione, è Daniele Colombo del ristorante Il gallo, sulla Statale 66, prima di Olmi.
Ce ne eravamo già occupati anche noi, di questo aspetto. E ci eravamo tirati, forse, addosso tutta la disapprovazione di alcuni dei nostri lettori. Ma non importa: non si può negare l’evidenza; e ciò che non va, deve essere sempre additato, perché possa essere corretto.
Il problema del Parco verde di Olmi è ultranoto, ma esso fa parte dell’ultracasta di sinistra – direbbe Stefano Livadiotti dell’Espresso –, è una cosa nostra “di marca”, griffata, intangibile, perché lì si concentra il 90% della vita politico-amministrativa di Quarrata.
Ma è ultranoto anche il problema delle mense parrocchiali, come dice Colombo e avevamo detto noi e aveva già detto i precedenza lo stesso capo della polizia municipale, Oliviero Billi.
Chiudere gli occhi, come sta facendo da sempre questa Giunta? Non può essere la migliore soluzione: non la è.
Se le regole ci sono – e la Signora Sabrina non fa altro che parlare di legalità, mentre le sue pecore di Neanderthal la seguono come “una buona pastora” – devono valere per tutti e non, come spesso oggi avviene, per chi non è di sinistra niente è tollerato, mentre per gli affiliati e i fiancheggiatori, gli occhi dell’amministrazione restano non chiusi, ma cuciti.
Non importa aggiungere molto altro, non vi pare?

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martedì 8 dicembre 2009

UNA FOTO AL GIORNO… LEVA IL MEDICO DI TORNO: ZANZARE O… PECORE DI NEANDERTHAL?


Anonimo ha detto... Eh, si. E' vero. Viviamo proprio in un posto degradato e malgestito, non si vive bene, la notte non si può girare tranquilli. Siamo nelle mani del destino! Sembra di essere a Scampia. Infatti io ho tanta paura, dall'inquinamento alla sicurezza personale, non vivo più. E vedo il terrore scolpito sulle facce dei miei concittadini mentre mangiano un bombolone in Piazza Risorgimento. Mi chiuderò in casa fino a che un'amministrazione illuminata non mi darà salvezza e benessere. – 8 dicembre 2009 12.42.

Questo commento al nostro post di sabato 5 dicembre 2009, dal titolo Una foto al giorno… leva il medico di torno: zanzare di Neanderthal, ci spinge a fare alcune altre riflessioni riguardo a certa mentalità che, comunque, vuole negare l’evidenza, pur di non riconoscere le cose che palesemente non vanno.
Una riflessione breve, ma che avvalora, ancor più, quello che abbiamo già detto; che lo sottolinea e lo corrobora, a dimostrazione che le frontiere del nuovo nazifascismo non si attestano più, oggi, nelle destre, ma in quelle mai freddate ceneri del crollo della sinistra sovietica, che in Italia hanno ancora molti sostenitori; molti più di quanti si potrebbero pensare – e non tanto nell’ultrasinistra, sempre un po’ atipica e, a volte, perfino patetica in quel suo massimalismo di stampo bakuniniano, quanto, piuttosto, nelle fasce moderate del PD, se non anche (e se non più) in certe frange pericolosamente cattolichomuniste che hanno fatto il salto del fosso, seguendo certi personaggi rubizzi di pura razza chianina che tutto sono fuorché cristiani, specie nell’affrontare un qualsivoglia dibattito politico o contraddittorio con quelli che, a messa sono fratelli, e fuor di chiesa dei nemici da eliminare senza mezzi termini, a suon di rinnovate inquisizioni.
Di questo stampo pare essere anche il nostro/la nostra interlocutore/interlocutrice del commento anonimo soprariportato: gli daremo del maschio anche nell’ipotesi che fosse femmina, non tanto per spregio (non c’è infatti nessun male ad avere il pisello, direbbe Benigni), quanto perché, nel caso fosse femmina o rosa(bindi) che dir si voglia, ha senz’altro quel piglio maschio che – non prendiamoci in giro con tanti discorsi pseduofilofemministi – è ostinatamente testone e si differenzia proprio in questo dalla sensibilità più genuinamente rosa: e che nessuno si azzardi a rompere, perché Quarrata, quanto a rosa, si distingue anche nei parcheggi.
No, caro anonimo. Che Quarrata non è Scampia lo sappiamo tutti, perché – al contrario di te che non sembri molto perspicace – noi ogni giorno la osserviamo: con amore e con preoccupazione, ma sempre con tanta attenzione ai minimi mutamenti, aspetti, inconvenienti. Che Quarrata non è Scampia lo sappiamo perfettamente anche noi: ma quando mai noi abbiamo parlato di problemi gravi di sicurezza, anche se va detto che certe botteghe di Quarrata sono state visitare ben 6 volte nel giro di 4 o 5 mesi, da scassinatori notturni, anche se, magari, né La NazioneIl Tirreno si sono mai accorti di nulla?
Eppure, nostro caro lettore anonimo, se vieni e, invece che anonimo, ti rendi visibile, ti facciamo conoscere direttamente il proprietario che è stato così spesso amorevolmente visitato in questa grande realtà perfetta in cui tu ti riconosci e mangi i bomboloni serenamente. Solo che tu voglia uscire non diciamo allo scoperto, ma a farti vivo con noi: magari per prendere un caffè insieme, passeggiare per il centro di questa splendida tua città e farti vedere – perché forse sei ceco o accecato d’amore per la tua Giunta – quello che non va: a cominciare dalla merda in centro (leggila La Nazione, ogni tanto), alle discariche lasciate in giro dai funzionari dell’ambiente della tua Giunta, ai depuratori che non ci sono e se ci sono non funzionano, a quello che succede sulle colline nell’ambito dell’edilizia e a tante belle altre faccenduole che, sì, forse, un giorno una amministrazione illuminata più della tua (e ci vuole poco) potrebbe anche cercare di mettere a posto.
Perché, vedi, caro nostro lettore anonimo: finché continuerai a fare l’erotomane della tua Giunta – o, peggio, della Sabrina – per forza e per definizione, senza vederne altro che i pregi, non farai altro che la figura della pecora di Neanderthal: felice, belante e pronta per essere macellata.
Buona lettura, carissimo!

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lunedì 7 dicembre 2009

UNA FOTO AL GIORNO… LEVA IL MEDICO DI TORNO: INCENERITORE, IMPOSSIBILE CHIUDERE GLI OCCHI


Mentre ormai la gente scende in piazza e si muove per chiedere la chiusura dell’inceneritore di Montale, Alessandro Romiti ci invia il materiale che non commentiamo, ma che lasciamo alla libera valutazione dei nostri lettori. Iniziamo con un intervento della Dott.ssa Patrizia Gentilini, che si autodefinisce, molto ironicamente, medico allarmista. Eccone il testo:

Cari Amici, vi inoltro questa recentissima notizia circa il drammatico aumento di cancro alla mammella in età giovane. Ricordo che è stato di recente affermato dall’ex Ministro della Salute che fra 10 anni nessuna donna morirà più di cancro alla mammella..... (http://italiasalute.leonardo.it/News.asp?ID=9839), come la mettiamo? Mah… immagino che la prima mammografia si farà a 12 anni insieme alla prima dose di vaccino per il carcinoma della cervice uterina! Scusate l’amara ironia, ma NOI MEDICI “ALLARMISTI” ABBIAMO TRAGICAMENTE RAGIONE! BASTA CON L’ELISIR DELLE ILLUSIONI! Quando vedremo qualcuno scendere in piazza per pretendere che SI CHIUDANO I “RUBINETTI DEI VELENI”? E perché non cominciare dalla *Diossina che in Italia proviene per il 67% dai camini degli inceneritori, impianti inutili, assurdi e costosi!? Patrizia Gentilini, 02/07/09 – (Dati dell’inventario della Commissione Europea, rapporto finale del 31.12.2000, 3° volume, pag 69 http://ec.europa.eu/environment/dioxin/pdf/stage2/volume_3.pdf) 09 Incidence BC – mastectomies and quadrantectomies. http://www.jeccr.com/content/28/1/86
Sottostimati numeri italiani cancro seno, allarme under 45.
Milano, 30 giu. (Adnkronos Salute) – Più di 40 mila nuovi casi di cancro al seno ogni anno, con un aumento del 13,8% in 6 anni. Questi i numeri nazionali del primo tumore ‘rosa’, secondo uno studio del Centro di ricerche oncologiche di Mercogliano (Crom), affiliato alla Fondazione Pascale di Napoli. A detta degli autori, in Italia le cifre reali del big killer al femminile sono “sorprendentemente maggiori” rispetto ai dati ufficiali. In particolare, allarmano i dati relativi alle donne under 45: in 6 anni si calcola un +28,6% di casi nella fascia d’età 25-44 anni. “Una popolazione generalmente esclusa dalle campagne di screening mammografico”, fa notare il coordinatore della ricerca Antonio Giordano, presidente della Sbarro Health Research Organization di Philadelphia, professore di anatomia e istologia patologica all’Università di Siena e presidente del Comitato scientifico del Crom. I dati dello studio, già pubblicato online sul «Journal of Experimental and Clinical Cancer Research», sono stati annunciati da Giordano in occasione della consegna del premio Confindustria ‘Napoletani eccellenti nel mondo’ al Teatro San Carlo del capoluogo campano, alla presenza del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Ed è proprio al premier che Giordano ha consegnato i risultati della ricerca, insieme a “interrogativi che attendono rapide risposte da parte delle Istituzioni deputate alla tutela della salute dei cittadini e delle donne in particolare”, si legge in una nota. Finora, ricorda il comunicato, le uniche informazioni disponibili sui numeri del cancro al seno nella Penisola si basavano su una metodica di stima indiretta, sviluppata sulla base dei dati di mortalità Istat e dei dati sopravvivenza dello studio Eurocare. Giordano e colleghi - un’équipe multidisciplinare del Crom, dell’Istituto tumori ‘Fondazione Pascale’ e della Seconda Università di Napoli, composta da epidemiologi, chirurghi, radiologi, patologi clinici e genetisti - hanno invece ‘contato’ i casi di tumore al seno nel nostro Paese passando in rassegna “le schede di dimissione ospedaliera del ministero della Salute - puntualizza Prisco Piscitelli, epidemiologo e docente a Philadelphia - conteggiando il numero esatto di interventi chirurgici demolitivi (mastectomie) o conservativi (quadrantectomie) realmente eseguiti nelle sale operatorie italiane dal 2000 fino al 2005 (ultimo anno disponibile per la consultazione)”. Nel periodo 2000-2005 sono state eseguite in Italia 100.745 mastectomie e 168.147 quadrantectomie, per un totale di 268.892 interventi per tumore alla mammella. Tra i risultati “sorprendenti” segnalati dagli autori, il fatto che “nel solo anno 2005 i nuovi casi di cancro al seno sono stati 47.200 (+26,5% rispetto ai dati ufficiali che si fermavano ad una stima di 37.300)”. E ancora. “Dal 2000 al 2006 il numero di nuovi tumori al seno si attesta su valori sempre superiori a 40 mila all’anno, con un trend in aumento: erano 41.608 nel 2000 e in 6 anni si è registrata una crescita del 13,8%”. Ma non è tutto. “Lo studio del Crom - sottolinea Giordano - mette in luce che il maggiore incremento percentuale del numero di nuovi tumori al seno si riscontra nelle donne di età compresa tra 25 e 44 anni (quasi 77 donne ogni 100 mila in questa fascia d’età, con un aumento del +28,6% in sei anni)”. Secondo lo specialista, “ciò impone indubbiamente la necessità di considerare un abbassamento dell’età di esecuzione della prima mammografia, ma deve anche farci interrogare sulle cause che stanno determinando un così sorprendente aumento dei tumori al seno nelle donne più giovani”. I fattori imputati? “Probabilmente l’assunzione di estrogeni attraverso gli alimenti o preparati farmacologici, il fumo di sigaretta, l’inquinamento ambientale e in particolare quello da diossina (cancerogeno di classe I che si deposita proprio nei tessuti grassi come il seno delle donne)”,.Giordano evidenzia infine “la necessità di reperire fondi per la ricerca sul cancro”. Da qui la decisione di rivolgersi direttamente al presidente del Consiglio, al quale l’esperto ha consegnato anche “un dossier sulle proiezioni demografiche negative del nostro Paese per i prossimi 10 anni - conclude la nota - che rendono indifferibile l’adozione di programmi di sostegno economico alle famiglie, finalizzati ad incentivare la natalità”.

Il secondo intervento è dello stesso Romiti che scrive:

Gentile D.ssa Patrizia Gentilini, sono a scriverle questa mia per notiziarla di un grave lutto che ha colpito i cittadini della piana. Si tratta di una giovane madre di Montale che, per salvare il figlio, ha rinunciato a curarsi. La notizia è straordinaria per il sacrificio in vantaggio della vita tenuta in grembo... e merita alcune riflessioni anche alla luce delle evidenze di inquinamento emerse in questi ultimi giorni sul medesimo territorio. Mi astengo da ogni commento, o ulteriore considerazione trattandosi anche di un donna, “ingegnere ambientale” impiegata come dipendente nella gestione del contestato impianto di incenerimento di Montale. Buona salute a tutti. Cordialità. ALESSANDRO ROMITI

Il terzo intervento è di Adriana Pagliai che scrive:

Invito tutti a riflettere sulla giovanissima età della povera ragazza, sulla non familiarità della patologia tumorale che l’ha colpita (come risulta da notizie riferite da conoscenti), sul luogo di vita e di lavoro: nata e vissuta a Montemurlo, da alcuni anni risiedeva a Montale dove oltre a vivere lavorava… appunto al cancrovalorizzatore! Tutti diranno che non c’è nessuna relazione fra l’insorgenza del tumore e l’ingombrante presenza dell’inceneritore nella sua vita... dalla culla alla tomba appunto! Forse è vero, forse non c’è alcuna relazione... è stato solo il destino!!! MA SE FOSSE VERO! Chi vorrebbe avere questo peso sulla coscienza? Spero che gli amministratori ed i tecnici, che dovrebbero vigilare sulla salute della popolazione, si interroghino con coscienza. L’inceneritore è una macchina ingestibile (lo dimostrano i continui guasti, incidenti, fermi, costi) inutile (in moltissime realtà ne fanno a meno) dannosa… escono diossine, PCB metalli pesanti e tantissimi altri veleni. Le amministrazioni serie dovrebbero guardare oltre e optare per soluzioni diverse e meno dannose. La salute è il bene più prezioso, non dimentichiamolo mai. Adriana Pagliai

L’ultimo intervento è di Gianfranco Ciulli del Coordinamento Comitati Piana di FI-PO-PT:

Faccio presente che questo tipo di tumore (seno) ha una grossissima incidenza anche nell’area di Paperino, S. Giorgio, S. Maria a Colonica che guarda caso sono sotto l’inceneritore di Baciacavallo-Prato dove ci sono stati tanti casi e purtroppo decessi Alle nostre richieste di indagine epidemiologica per verificare tale patologia la locale ASL rispose con dati relativi a tumori polmonari maschili, (come dire io ti chiedo una pera e tu mi dai una mela!!!). Questi dati ovviamente incongrui portati anche come esempi “non preoccupanti” furono pubblicamente smentiti anche durante un consiglio comunale aperto nel comune di Montemurlo (Giunta Menchetti) dove lo stesso relatore ASL Dott. Cipriani fu costretto ad ammettere che comunque la ricerca non era stata del tutto esaustiva e completa (fatta solo con autoquestionari) ancorché fatta solo ed esclusivamente su quel tipo di patologia. Alla domanda di connessione fra il cancro alla mammella e le immissioni, le sue parole furono “non c’è connessione alcuna perché il cancro alla mammella è da considerarsi una forma neoplastica collegata all’alimentazione.” Faccio notare come, sia a Montale come a Prato-Baciacavallo sia stato ritrovato inquinamento al suolo, come negli animali (Punto P 12- Prato) nell’indagine Zooprofilattica fatta a Roma e come sia a Montale come a Prato, nelle vicinanze di entrambi gli impianti ci siano terreni dove vengono coltivati alimenti ed animali per l’autoconsumo. Mi sembra che ogni ulteriore commento sia superfluo !!!! Gianfranco Ciulli - Coordinamento Comitati Piana di FI-PO-PT.

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domenica 6 dicembre 2009

IL PUNTO


1. MISTERI ITALIANI
Domenica 6 dicembre 2009.


Misteri italiani, proprio così vogliamo intitolare questo post, che parla delle decine di imput che arrivano oggi dalle cronache cittadine, sempre a proposito delle vicende della scuola Cip e Ciop e delle signore Scuderi e Pesce.
Al primo posto mettiamo il corsivo di Paolo Magli, come sempre attento osservatore e acuto commentatore delle situazioni. Magli auspica maggiore attenzione negli accrediti delle scuole private, a tutela dell’infanzia e dei suoi diritti. Ma noi siamo convinti che – al pari di un San Giovanni Battista – Magli sia destinato a predicare come una voce che grida nel deserto. Più attenzione ci sarà per ora, finché i giornali terranno alta la guardia su questi problemi: poi, come sempre, tutto finirà nel dimenticatoio e tornerà nel buio di prima. Meglio rinunciare agli accrediti, come Magli suggerisce, perché il pubblico, in questo Paese, non è il massimo della sicurezza; e anzi, a volte, è il minimo assoluto, visto come si comporta e i pasticci che genera – da ricordare, per esempio, la vicenda del nuovo supercapo del Copit, con la falsazione del protocollo del Comune di Pistoia per la quale, prima della fine, pagheranno dei semplici impiegati, come fosse questione o favoreggiamento loro voler avvantaggiare un superuomo piuttosto che un altro: Berti non c’entra proprio! Ma forse è anche il caso di ricordare il problema dei falsi permessi ai cinesi, un’invenzione di marca e sapore pubblicistici.
In secondo luogo piazziamo la testimonianza di Alessio Bartolomei (FI-PDL), come al solito dotato di logica chiarezza, laddove dice che la voglia di Berti di costituirsi parte civile nel processo contro le donne del Cip e Ciop, appare come un goffo tentativo di tirarsi fuori da tutte le responsabilità che il Comune di Pistoia comunque ha, se ha accreditato quella struttura privata, ora al centro del ciclone giudiziario; e quella di Pagliai (UDC), che va un po’ a rimorchio di Bartolomei.
E su questa onda d’urto, vogliamo tornare sull’inversione di marcia della Signora Sabrina che, all’arresto della Scuderi e della Pesce, fa un’ispezione istantanea di persona con la triade Landini-Cagnetta-Billi, anche lei – come abbiamo scritto – per lavarsi la coscienza e per pulirsi i denti dopo aver mangiato, se è vero che di ispezioni – alla struttura quarratina delle due “educatrici” arrestate – non ne erano mai state fatte (vedi gli interventi di Alessandro Cialdi e di Massimo Bianchi su questo stesso blog). Meglio farebbe, la Signora Sabrina – più che a farsi brava nel trovar sistemazione ai bimbi rimasti senza scuola materna, ma solo dopo una tragedia – a muoversi di più dal chiuso delle sue stanze; a parlare con la gente e ad ascoltarla di più; ad essere più rigorosa anche con i suoi pluri-chiacchierati funzionari di ufficio, senza dar loro troppo credito e tenendoli sotto più stretta sorveglianza – magari attraverso la lucida razionalità di cui molto si vanta il Dottor Aronica – in nome degli interessi legittimi dei cittadini che in più casi, a Quarrata, vengono posposti a tutto, perfino agli interessi spiccioli dei funzionari stessi, allorquando, per esempio, non vogliono essere disturbati in certi loro riposanti ozi e comode poltrone.
Al terzo posto va messo l’intervento del Vescovo Mansueto Bianchi, che pone in luce il fatto che una vicenda così Pistoia non se la meritava: ma davvero Pistoia è quel fiore di città di cui tutti parlano? E davvero un Vescovo della Santa Romana Chiesa può essere tanto ingenuo da credere che Pistoia, come un Candido di Voltaire, possa preservarsi dal male che, come insegna la stessa cristianità, è congenito nell’uomo, dal peccato originale in poi, dato che gli uomini amarono più la tenebra della luce (Giovanni, 1, 5, 11)?
Pistoia, nonostante l’immagine che le due forze in gioco sul territorio – Vannino Chiti-PD e la Cassa di Risparmio/potere economico – cercano di accreditare, è una micro-città di provincia che si connota anche attraverso una mentalità all’antipodo della modernità e del progresso, stretta com’è in una specie di anello di omertà e reticenza, che l’avvolge e la strangola, senza una boccata di ossigeno. La città continua a giocare con il vivaismo, l’artigianato, la Breda, e soprattutto i massicci depositi bancari, in un’eterna asfissia che dura dal dopoguerra e che non le permette di crescere né economicamente né civilmente: è tutta una blindatura in cui, per trasversalità, politica e finanza si danno la mano e travolgono tutto. Se non bastasse si pensi al Cis, a Publiacqua e alla tranquillità di superficie in cui vive questa città, una tranquillità che sembra più un sonno da bella addormentata: quante vicende di tangentopoli e di corruzione ha conosciuto questa città? Quante e quali aziende si dividono appalti e lavori pubblici? Eppure: guardate le infrastrutture di questa provincia e… mettetevi pure le mani nei capelli.
E in una città così assonnolita da risultare quasi felinamente melensa, ecco che dalla scatola del prestigiatore spunta fuori anche la SdS, la Società della Salute: una struttura-alien che servirà solo a complicare ancor più la vita dei cittadini; un carrozzone da far dirigere a quei politici che, come Venturi, magari, non potranno trovare una poltrona in Consiglio Regionale, neppure dopo aver passato tutta la loro vita a lavorare – si fa molto per dire – per la collettività, senza mai aver lavorato davvero, sotto padrone, un solo giorno in vita loro (tutte brutte copie di Vannino Chiti).
Misteri italiani, cari lettori del blog. Misteri senza fine e senza speranza...

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sabato 5 dicembre 2009

UNA FOTO AL GIORNO… LEVA IL MEDICO DI TORNO: ZANZARE DI NEANDERTHAL


C’è una zanzara inopportuna, seccante, fastidiosa, irritante che, di tanto in tanto, si diverte a lasciare dei commenti su questo blog. Può essere una zanzara maschio o femmina (non si può sapere), ma ha ugualmente, come caratteristica fondamentale, quella di essere insopportabile come le zanzare: tu le scacci, e loro si posano di nuovo; tu ti muovi, e loro tornano più o meno lì e se non tornano lì, vanno a poca distanza da lì.
Anche questa nostra zanzara, spinta dal suo istinto – che come tale è poco intelligente – si riaffaccia; e poi ritorna e ritorna ancora e di nuovo si ripresenta e tenta di forare la pelle per assaggiare un po’ di sangue. E quando lo fa non capisce – perché non lo fa razionalmente, cioè con quella qualità che assimila a Dio – di essere sempre meno intelligente, di volta in volta; di dare sempre più prova della propria stupidità. Non si dice, forse, che chi non ha intelligenza continua a sbattere la testa contro il muro con la speranza di sfondarlo?
Questa zanzara – come potete vedere dai commenti che riportiamo nell’immagine – ha iniziato con una frase più o meno insensata; una frase rozza, elementare, diciamo da individuo appartenente alla razza di Neanderthal; una frase che attacca con un’espressione poco articolata e indistinta (bla bla bla: linguaggio onomatopeico); prosegue con un sputo in faccia a uno dei nostri lettori che non sarà un Manzoni perché ha scritto FORZE, ma su cui non è assolutamente necessario infierire per forza, perché si senta un somaro demente; e conclude con il darci l’appellativo di gente non a Norma: cioè? di ANORMALI. Riguardate la frase: «Bla bla bla ma c’è una cosa che vi va bene? Non sarà “FORZE” che siete voi non a “NORMA”?»; è forse una somma di intelligenza divina una zanzara che si esprime così? Non è possibile.
Un’espressione di questo genere può ben suscitare, grazie a tutta la sua rozzezza aggressiva e guerrafondaia, una reazione come quella che un altro dei nostri lettori molto direttamente le ha piazzato sotto a commento: Chi è questo/a cretino/a che crede di essere dio dei DS? Cólto/a al punto da spregiare la gente comune? Eppure non dovrebbe amare il prossimo suo come sé stesso/a se è una margheritina alla Rosybindi, e il popolo sciagurato se è un ex comunista? Guardi - prima di prendere in giro - come scrive il suo assessor Dalì e i discorsi sbobinati del capogruppo del suo schieramento: e prenda una bella dose di magnesia bisurata aromatic, così digerisce tutto l'acido da zittella che ha sullo stomaco. È senz'altro a NORMA di sinistra se scrive queste bischerate. 3 dicembre 2009 17.17.
Ebbene, come vedete, la nostra zanzara fastidioso-compulsiva, dato che avevamo bacchettato solo lei e non anche l’autore del commento al suo commento, ci ha riscritto per ben tre volte, a mo’ di autistico, continuando a dire che attende una risposta, perché – sottolinea – è facile farsi gradasso con quello che ci pare eh?
La risposta alla zanzara sembra che gliela dia, oggi, uno del suo stesso schieramento con questo moderato e ragionato commento: Anonimo ha detto... Il gradasso lo sei tu che ti nascondi, o si nasconde, (come me nell'anonimato) E' difficile mettersi contro questa amministrazione, credo di poter affermare che chi vivrà vedrà. Dovremo essere corretti e non attaccarsi sempre al simbolo che votiamo, non credo che da parte del conduttore del blog ci sia mancanza d'intelligenza o intolleranza, solo pure constatazioni di fatto, magari con un pizzico d'ironia, daltronde ha mancato il cambiamento (tanto sperato da molti) per un pizzico di voti, e così un pizzico d'ironia non può certamente surriscaldare gl'animi, se proprio non si è dei guerrafondai e si viaggia col paraocchi per paura di scalpitare. Eccoti una risposta, fatti furbo! – 5 dicembre 2009 15.30.
Ecco: ringraziamo la moderazione e non vogliamo aggiungere molte altre parole. Bastano queste: Il gradasso lo sei tu che ti nascondi: quella zanzara anonima, isterica, bizzosa, non farebbe meglio a affrontare uno scontro apertamente con tanto di nome e cognome come facciamo noi del blog, oppure tacere? Si faccia furba, la zanzara – sempre che possa farlo!
Quanto al fatto, poi, che sia difficile mettersi contro questa amministrazione… beh, Anonimo delle 15.30, siamo convinti che tu stia sbagliando del tutto.
I fatti, è vero, parleranno da sé – e che Dio ve la mandi buona e senza vento...

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venerdì 4 dicembre 2009

UNA FOTO AL GIORNO… LEVA IL MEDICO DI TORNO: E ORA TUTTI SONO SANTI (A PARTIRE DAL COMUNE)!


Ci colpiscono, stavolta, due commenti al nostro post su Quarrata che andrà in TV perché è il posto più bello del mondo, un posto dove si vive bene – a detta del Sindaco –, un posto dove i bambini possono nascere sicuri che verranno accolti a braccia aperte perché troveranno sempre chi veglia su di loro.
Il primo commento è di Alessandro Cialdi (UDC), ed è esemplare sotto ogni profilo. Leggiamolo:

Articolo 26 – VIGILANZA – 1. Il Comune, mediante la struttura di Direzione Comunale dei Servizi Educativi per la prima Infanzia, vigila sul funzionamento delle strutture autorizzate e accreditate presenti sul suo territorio, anche mediante periodiche ispezioni delle stesse. Sapete cos’è questo? l’estratto dal Regolamento dei servizi educativi per la prima infanzia, approvato con deliberazione C.C. n. 71 del 09/12/2003. E sapete, in questo “posto dove si vive bene” quante “ispezioni” ha fatto il nostro Comune all’asilo nido gestito da quelle megere arrestate ieri? 0! E presto ritorneremo in TV, con questo “posto dove si vive bene” e i bambini nascono a gogo’..... Nessuno tocchi Caino.... ma neanche Abele, porca miseria! Forse non c’entra nulla con questo post, ma mi è sembrato giusto farlo sapere. Saluti a tutti, Alessandro Cialdi – 3 dicembre 2009 21.34.

Il secondo è anonimo e dice: Anonimo ha detto...: Dopo il fattaccio di Pistoia, ora cominceranno le forze dell’ordine e magari qualche funzionario dell’istruzione a fare “Ispezioni” a sorpresa in asili e scuole per monitorare la situazione nel nostro Comune colpito di striscio da questa vicenda..... bisogna sempre aspettare che succeda qualcosa di grosso affinche i nostri tutori della legge muavano dito... che schifo Mario, lasciamelo gridare CHE SCHIFO! – 4 dicembre 2009 10.13.

Perché ci colpiscono queste poche righe? Perché il consigliere Cialdi, con la sua solita perspicacia e aderenza alla realtà, coglie uno dei problemi più significativi che esiste in questa Giunta quarratina. Leggete bene: fino al fatto di Pistoia e dell’asilo Cip e Ciop, l’amministrazione di Quarrata – quella che spende l’ira di Dio in meeting della legalità – non aveva mai fatto alcuna ispezione nell’asilo gemello di Quarrata gestito dalle due donne arrestate per maltrattamenti ai bambini.
Ma appena scattato l’allarme (per scaricarsi coscienza e lavarsi le mani) èccoti la Signora Sabrina con tutto il suo staff – Landini, Cagnetta e Billi, da immaginare in alta uniforme, un po’ come Gheddafi quando è venuto in Italia, con filetti, fiori, gradi e cordoni: magari senza la foto dei bambini picchiati appuntata sul petto… – con tutto lo staff, dicevamo, a procedere a una ispezione di persona: una vera discesa dal cielo in veste di Vergine Salvatrice. E prima? Ispezioni zero! E qui diamo una medaglia a Cialdi, che ha colto a pieno le ambiguità di questa amministrazione e delle sinistre, margheritine e no, di questa città dove si vive bene.
Il secondo intervento di anonimo è interessante laddove dice bisogna sempre aspettare che succeda qualcosa di grosso affinche i nostri tutori della legge muovano dito... Come Tangentopoli scattò per una storia di corna – e prima neppure i bravi magistrati e Di Pietro non sapevano assolutamente niente di qual era la politica italiana –, così a Quarrata c’è voluto un caso eclatante come quello dell’arresto delle due donne perché si movesse un’ispezione del Comune.
Da aggiungere, se mai, c’è il fatto che per arrivare alla conclusione delle indagini ci sono voluti tre o più mesi – da agosto, prima denuncia, fino all’inizio di dicembre. E se nel frattempo un bimbo fosse morto o finito in coma in ospedale? Come cittadini ci chiediamo: di chi sarebbe stata la colpa? E come ci si sarebbe mossi? E il Comune che non ha mai vigilato, sarebbe stato o no responsabile, sia pure indiretto di questa ipotetica tragedia? Nascete pure, bimbi! A Quarrata c’è chi aspetta a braccia aperte e si occupa della vostra cura e della vostra salute!
Non vogliamo aggiungere altro. Ma ci dica ora il sostenitore, il paladino, il Robin Hood della Signora Sabrina, che abbiamo bacchettato ieri con il post sui veri democratici o pericolosi conformisti, se ancora se la sente di darci degli anormali solo perché abbiamo detto che questo non è proprio il posto più bello del mondo.
Dal canto suo Massimo Bianchi (AN) aggiunge, a rincalzo di Cialdi: Concordo Alessandro; ci saranno i verbali degli avvenuti controlli a dimostrazione che certe strutture hanno i requisiti di idoneità per esercitare? Altrimenti che controlli sarebbero? Ma è interessante leggere anche il comma 6 dell'art 25...dove si parla dei requisiti per l'accreditamento... In ogni modo sarebbe interessante leggere i verbali dei sopralluoghi effettuati. Massimo Bianchi – 4 dicembre 2009 18.52.
Sì, sarà proprio interessante leggere i verbali delle ispezioni effettuate dal Comune di Quarrata.
Intanto onore a Cialdi, che ha fatto centro.
E tutto il biasimo alla Signora Sabrina e alla sua amministrazione: la peggiore di quelle che si sono succedute a Quarrata sino ad oggi!

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giovedì 3 dicembre 2009

UNA FOTO AL GIORNO… LEVA IL MEDICO DI TORNO: VERI DEMOCRATICI O PERICOLOSI CONFORMISTI?


«Bla bla bla ma c’è una cosa che vi va bene? Non sarà “FORZE” che siete voi non a “NORMA”?»: così un lettore di sinistra, che bazzica e frequenta spesso il nostro blog, ha commentato il nostro post dal titolo Danni (irreparabili) da TV, una riflessione sull’inconsistenza del valore della pura immagine di Quarrata, icona della stupidità della civiltà dell’oggi, nata dalla ceneri delle rivoluzioni della sinistra sessantottina.
In effetti, se andiamo a vedere quali sono le nostre attuali condizioni culturali, in senso lato, emerge con chiarezza che, ad esempio, dalla rivoluzione femminista è scaturita una figura di donna che si ricorda di festeggiare l’8 marzo, ma ambisce a diventare velina e a passare i mille ostacoli dei concorsi per essere eletta miss-Qualcosa perché il suo sogno è quello di entrare nel mondo del digitale, terrestre e non solo; oppure se diamo un’occhiata agli interessi personali degli italiani di oggi, ci rendiamo conto che, per lo più, sono appiccicati a internet e ai social network, dove trovano la loro agognata visibilità – almeno virtuale –, perché possono provare di esistere in quanto hanno delle foto in una realtà di rete in cui tutti possono raggiungerli e vederli in pose sorridenti o ambiguamente attraenti (vedi tante bimbette che si presentano con boccucce di rosa che alludono a chissà quali ‘giochi’ impegnativi…). Nel frattempo si legge che il mondo medico è preoccupato perché, dopo tanta emancipazione, nessuno o quasi dei giovani leoni usa il profilattico; anche i giovanissimi ricorrono al viagra; il sesso più praticato è – pericolosissimamente – quello orale, e cose di questo genere e di tal portata.
A livello politico, sullo stesso piano di preoccupante idiozia, sta la posizione conformista di chi, come il nostro lettore di sinistra, dà un giudizio positivo su qualcuno o qualcosa solo perché questo qualcuno o qualcosa rappresenta il suo ineliminabile capobranco ideale e quindi, come in passato i papi, è autorevole e infallibile solo perché ha addosso un’etichetta di un certo tipo. Ed ecco qui, appunto, il connotato dell’idiozia: perché è idiota chiunque non riflette abbastanza su quello che sta attorno a lui; colui che non esercita una critica razionalistica come quella richiesta dal marxismo, ma si adatta fideisticamente e dogmaticamente sul o al colore che più lo attrae, come il toro che attacca ogni volta che vede il rosso, senza sapere se è un vero nemico o un semplice pezzo di stoffa dietro cui si cela una bella spada da torero che lo farà a pezzi nell’arena.
Vogliamo ora analizzare, sul filo della logica, cosa si celi dietro una semplice riga di commento come Bla bla bla ma c’è una cosa che vi va bene? Non sarà “FORZE” che siete voi non a “NORMA”? del nostro assiduo lettore di sinistra? Dietro la frase c’è:
  1. un’assoluta mancanza di intelligenza dovuta al fatto che il lettore non si domanda neppure per un istante se le nostre osservazioni siano vere o no, siano reali o inventate di sana piante (quanto ci vuole per parlare col sindaco; se la collina di Tizzana sia o no un casino edlizio-urbanistico; se i cantieri comunali siano o no a norma; se il comitato di Olmi abbia avuto risposte alle sue richieste dopo 9 anni di attesa e quant’altro);
  2. un’assoluta intolleranza alle opinioni degli altri (eppure le sinistre sono sempre state le missionarie della tolleranza e della comprensione universale…);
  3. un istinto aggressivo che si sostanzia nella derisione di un nostro lettore che, nella sua modestia, ha scritto in un commento forze invece di forse, che è sì un errore, ma che potrebbe anche essere fatto pesare a tutti quei maestri e maestrine della CGIL che, dal 68 in poi, predicarono che la grammatica era una violenza psichica, e che perciò smisero di insegnarla per non mortificare i bimbi che andavano a scuola – finendo, purtroppo, con il renderli del tutto aspiranti somari, se non somari doc.
E veniamo alle conclusioni: sommiamo ora l’assoluta mancanza di intelligenza + l’assoluta intolleranza alle opinioni altri + l’istinto aggressivo della derisione nei confronti di chi sbaglia qualcosa e chiediamoci: non è, questa, la trinità di base di quel totalitarismo nazi-fascista che le sinistre hanno combattuto lungo tutti i 70 anni di PCUS che il mondo ha dovuto inghiottire prima della caduta dell’ideologia comunista? E ora: essere a “NORMA” a queste condizioni, non significa forze essere pericolosi conformisti più che veri democratici?
Dunque, se questo è inoppugnabile, caro lettore del bla bla bla, sei messo male, perché hai tutte le caratteristiche più salienti non del democratico, ma di un bel nazista asfittico che non ha la piena percezione di sé – caratteristica che, come dicevamo sopra, accosta il tuo intervento alla pura idiozia.
E credici: non è mica tanto bello…

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