sabato 4 luglio 2009

PARTECIPAZIONE POPOLARE: MA QUANTO CI COSTI ?




47 morto che parla, un film del 1950 diretto da Carlo Ludovico Bragaglia, con Totò; e Totò che urla la famosa frase e io pago… e io pago…! E allora, visto che comunque noi siamo i tartassati (altro famoso film con Totò e Fabrizi) della Regione Toscana, alla quale paghiamo consistenti tributi su redditi e pensioni, vogliamo vedere, con carta e penna alla mano, quanto è costata l’operazione “mozzarella di bufala toscana”, cioè il salvifico Regolamento della partecipazione popolare alle scelte della giunta SSG?
Aprite l’immagine grande e leggiamo insieme. Per arrivare al regolamento, gli incontri sono stati ben… 3 (che sforzo!):
1. giovedì 26 febbraio 2009 al Cinema Nazionale;
2. sabato 18 aprile 2009 alla Màgia (tutto il giorno, un centinaio di persone);
3. mercoledì primo luglio 2009, ore 21.30, in piazza Risorgimento.
Prima di questa fase finale si è riunita la commissione consiliare addetta al lavoro e poi c’è stata l’approvazione in consiglio comunale il 29 giugno: ma escludiamo questi particolari, perché sono istituzionali e non rientrano nel còmputo del gruzzolo che Agostino Fragai ha sganciato all’amministrazione SSG: in tutto 19mila euro!
Quando nel nostro ultimo post parlavano di una montagna che partorisce un topo, dicevamo la verità. Ed ecco perché.
Cosa ha prodotto la famosa Sociolab srl di Firenze? Riprendiamo in mano l’immagine grande e controlliamo:
1. il Forum Noi Insieme (con ben 3 – diciamo tre – interventi di Daniele Manetti di Legambiente, che hanno ottenuto ben 2 – diciamo 2 – risposte; 8 risposte del moderatore del forum; e un intervento di Sociolab: che fatica e che sudore, eh ragazzi?!);
2. sono stati prodotti questi tre documenti da Sociolab:
a) il rapporto sui focus group: parole 3.779, battute 22.662;
b) la guida al processo partecipativo: parole 5.248, battute 34.082;
c) il rapporto finale sulla giornata alla Màgia: parole 12.518, battute 81.344;
d) il testo del Regolamento della partecipazione (ma forse questa è stata opera del segretario generale del Comune): parole 1.979, battute 12.076.
Cominciamo ora a dire che 19.000 euro corrispondono a 36.789.130 milioni delle vecchie lire e iniziamo a dividere queste cifre per le parole e per le battute.
Aprite l’immagine piccola. Vedrete che:
1. una parola costa € 0,81 equivalente a 1.564 £;
2. una battuta costa € 0.13 equivalente a 244,99 £.
Questi valori che sono di per sé esorbitanti.
Ma prendiamola pure sotto un altro profilo: quello del lavoro di 12 ore pro capite di 5 elementi della Sociolab per un totale di 60 ore (giornata della Màgia); poi raddoppiamo il monte ore ad abundantiam per la produzione dei testi prodotti: totale 120 ore (guardate che corrispondono a due interi corsi universitari semestrali…). Pur dividendo 19.000 euro per 120 ore otterremmo un compenso orario di 158,3 €, pari a 306.512 delle vecchie lire.
Se si considera che a un universitario per una conferenza di alta cultura si erogano – nel migliore dei casi – circa 250mila lire ogni ora (= 129,114 €), quei 19mila euro toscani non vi sembra che siano stati un bello spreco?


O partecipazione, ma quanto ci costi?


venerdì 3 luglio 2009

UNA FOTO AL GIORNO... LEVA IL MEDICO Di TORNO: FOSSI O FOGNE ?




Querciola sedicesima tappa. Quello che vedete è il punto in cui le acque possono defluire dalla Querciola nel fosso Quadrelli e, viceversa, dal fosso Quadrelli nella Querciola. È il punto delle prese, per intenderci.
Quello che a noi non è piaciuto è il colore dell’acqua presente in quel momento nel Quadrelli. La foto è stata fatta a maggio scorso: troppo presto per dover vedere un’acqua che scorre schiumosa e di colore marrone scuro.
La domanda è questa: l’amministrazione di Quarrata, così attenta all’ambiente e alle sue problematiche, quali criteri adotta per monitorare le acque che scorrono nei propri corsi d’acqua? Ha mai fatto fare all’USL prelievi e analisi in tal senso? E in caso negativo, perché non se ne è interessata? Crede che l’ambiente possa esere lasciato a se stesso?
Il monitoraggio di tutti i fossi – e in questo caso ancor più del Quadrelli – è essenziale se si vuole davvero tutelare e proteggere l’habitat delle biodiversità, se pure esse siano di specie non particolarmente protette o rare.L’amministrazione deve pensare anche a questi aspetti certamente non secondari.
Querciola 16 continua...

UNA FOTO AL GIORNO... LEVA IL MEDICO DI TORNO: BALLA COI LUPI.







Querciola quindicesima tappa. Dances with wolves, regìa di Kevin Costner; interpreti: Kevin Costner, Mary McDonnell, Graham Greene, Rodney A. Grant. Durata: h 3,01; nazionalità: USA 1990. Genere: western; tratto dal libro Balla coi lupi di Blake Michael.
Qua ne abbiamo un esempio nostrano – o nostrale come avrebbero i nostri nonni, quando il Sindaco aveva ancora il leccalecca in mano.
Nel selvaggio West quarratino, ecco comparire, come sull’ultima frontiera, il capanno del birdwatching, l’avvistamento degli uccelli – che peraltro non vanno disturbati, come dice il cartello. Ma noi ci chiediamo: dove sono questi benedetti animali? Sono tutti emigrati?
Se ci fate caso il capanno sembra la fotocopia del forte dove l’eroe americano decide di ritirarsi finendo col fraternizzare con gli indiani, molto più civili dei civilissimi Yankees. Notate che anche questo capanno è chiuso con un sicurissimo giro di fildiferro – una chiusura solidissima.
Nel nostro caso chi sarà il grande capo che si farà vivo con i suoi doni? E quando arriverà due calzini, il bel lupo, per giocare con il custode solitario del luogo?
La paola al presidente Meoni. Dica lui.



Querciola 15 continua...

mercoledì 1 luglio 2009

PARTECIPAZIONE POPOLARE: TANTO RUMORE PER NULLA...


Quarrata è il primo comune della Toscana a dotarsi del “Regolamento per la partecipazione”. Costituito da 15 articoli suddivisi in quattro titoli il testo finale – a conclusione di un percorso, completamente realizzato attraverso la società Sociolab srl di Firenze che ha guidato ed organizzato tutti gli step necessari finalizzati alla stesura delle linee guida – è stato approvato a maggioranza dal consiglio comunale nella seduta di lunedì con i voti contrari di Udc-An e Forza Italia verso il Pdl. Il regolamento – per la stesura del quale il Comune si è avvalso di un finanziamento di 19.000 euro erogato dell’autorità regionale per la partecipazione – organismo appositamente costituito dalla Legge Regionale 69 del 2007– ha recepito le indicazioni raccolte durante l’incontro con la popolazione per la presentazione del progetto e dei suoi obiettivi, sul forum telematico, le interviste con i cittadini, con alcuni dipendenti nonché i focus group mirati e nella giornata di discussione a Villa La Magia di cui è stato redatto un rapporto finale con le indicazioni rispetto ai contenuti del regolamento. Questo è quanto scrive Andrea Balli sul suo blog nel post del 30 giugno (http://andreaballi.blogspot.com/).
Non c’era dubbio che Quarrata fosse il comune primo della classe, vista la sua ferrea organizzazione burocratico-sovieto-kolkozica; visti anche la nutrita segreteria socio-politica del Sindaco (tre segretarie personali) e lo staff pubblicistico di un ufficio stampa che, grazie al lavoro di due dipendenti (Cappellini e Giacomelli), sopravisionato dalla infusa scienza politica della commissaria del popolo compagna Vannelli, riesce perfino a produrre (pensate!) 10 pagine di inutilità obsolete e sviolinanti ogni 3 mesi per ben 4 volte all’anno. E sarebbe interessante leggere in concreto i costi di queste operazioni: ma ogni richiesta pubblica rivolta al sindaco di questa nostra città, pur se in nome della massima trasparenza e correttezza, cade assolutamente e sempre nel vuoto; non viene mai data nessuna risposta. È così, infatti, che SSG e il suo Politìchesckij Bjurò, vedono e interpretano, in nome del popolo, il bene supremo del popolo stesso: l’assoluto silenzio su tutto, la reticenza, la contumacia, la latitanza – e non sarà mai troppo ripetere questi semplici concetti che illustrano alla perfezione il muro di omertà che l’amministrazione di sinistra ha posto fra sé e i cittadini, una diga massiccia come la muraglia cinese.
A garanzia dell’imparzialità – si leggeva su Quarrata Informa del marzo scorso – il processo è affidato a una società terza, che ne gestisce l’attuazione in concreto, attraverso interviste, focus group e assemblee sul territorio. La società è la Sociolab srl di Firenze (per i curiosi: http://www.sociolab.it/), che ha seguito, come scrive Balli, tutti gli step (i passi) finalizzati alla stesura delle linee guida. Sarebbe importante che il tutto – integralmente – fosse pubblicato e diffuso.
Il costo di questa operazione finanziata dalla Regione Toscana – che è tuttavia un costo sociale, perché i nostri quattrini vanno a Firenze, non in Australia – è stato di… appena 19mila euro, 38 milioni delle vecchie lire: un’operazione che assomiglia assai da vicino alla favola del parto della montagna che, dopo le doglie feroci, invece di mettere al mondo una collina, partorisce un ridicolo topolino. La signora Sabrina che ama leggere – come afferma sul suo blog che assomiglia a un cimitero inglese: quattro tombe-articoli belle lustre in un bellissimo pratino all’inglese assolutamente parco del silenzio, perché nessuno ci va a passarci neppure un istante, vista la sua totale inconsistenza – dovrebbe conoscere questa favoletta famosissima, altrimenti può sempre chiedere un finanziamento alla Regione Toscana per farsi fare un corso apposito di cultura antica onde gustare la lettura del verso 139 dell’Arte poetica di Orazio: il suo amico Agostino (che non ha a niente che vedere con Aurelio Agostino, più noto come Sant’Agostino) Fragai troverà senz’altro uno storno di bilancio del suo inconsistente assessorato regionale per soddisfare la richiesta della signora Sabrina.
Abbiamo tagliato il grasso alla politica scriveva Di Pietro e la sua Italia dei Valori, per far credere ai gonzi che il problema dei quattrini sviati era stato risolto. Ma che errore! La politica – caro Di Pietro alleato dei PD – ha trovato mille altre vie per mantenere e ingrassare i suoi fiancheggiatori, la sua gente.
Ha inventato la partecipazione, le aziende compartecipate, le Spa come l’inceneritore di Montale e quelle dei trasporti, i CIS, i Consiag e i vari UCAS (Uffici Complicazione Affari Semplici) per sviare attraverso mille rivoli, come l’acqua negli orti in campagna, fiumi o fiumiciattoli di quattrini sotto forma di incarichi, consulenze, affidi, analisi, tesi, antitesi, sintesi, step, contributi, sostegni e diavolerie di ogni genere, insomma. Ed ecco nascere cooperative, attrezzini, ufficietti, baracchini, mostriciattoli socio-politico-indaganti, societucole di fornitura di consulenze e di servizi, che ingurgitano, inghiottono, trangugiano, puppano le migliaia di euro usciti dalle tasche del cittadino. In questo caso 19mila euro toscani per arrivare a scrivere 15 articoli e a eleggere 3 cittadini dopo una loro designazione da parte di 30 elettori: ma tre cittadini che saranno guardati a vista dal sindaco o da un suo delegato e da un tecnico del Comune.
Tìrati su le puppe, dicono a Pistoia, con buona pace dei puritani dell’espressione, sempre più fitti in casa PD a cominciare da Franceschini, perché sempre più cattolici hanno sbagliato quel partito per la loro Chiesa, visto che quella di Roma era enervata da secoli di inconcretezza umana e avulsione dalla realtà.
La partecipazione di Quarrata – città prima della classe, con il fiocchino rosa in quanto guidata dal gentil sesso – festeggiata dal Sindaco in compagnia di (nau)Fragai, è tutta qui. E onestamente sembra di assistere a una famosa scena di un famoso film di Mel Brooks, La pazza storia del mondo (Titolo originale History of the World - Part I, comico, durata 92 min., USA, 1981. Con Madeline Kahn, Mel Brooks, Dom De Luise).
La scena è quella in cui un senatore romano dice all’assemblea: «O colleghi membri del Senato Romano, uditemi: dovremo continuare a costruire un palazzo dopo l’altro per i ricchi, o dovremo aspirare al molto più nobile proposito di fare case decenti per i poveri? Qual è il vostro voto?». E il senato di Roma, in coro: «Fanculo i poveri!». E il senatore: «Approvo!».
Ci scusino, per la nostra popolare volgarità, il Sindaco con annessi & connessi, i ben-pe(n)santi, i puritani e il candido Alessandro Fortini…

E buon 1° luglio di Festa della partecipazione!

martedì 30 giugno 2009

LIBERI: NON PER NOI, MA PER QUARRATA !


Anche stavolta, nell’ultima settimana, il nostro blog, così umile e così defilato, così – si direbbe – campagnolo, ha ottenuto ottimi piazzamenti all’interno della sua categoria a livello nazionale. Pur non potendo contare su aggregatori o motori di ricerca esplicitamente dedicati, La casa delle libertà è stata visitata da centinaia di lettori o curiosi, fino a farci stabilizzare, mediamente, intorno al cinquantesimo posto in Italia.
Una ragione di tutto questo dovrà pur esserci e non occorrerà un costoso intervento di analisi del mercato per capire cosa sta succedendo: le nostre osservazioni, sempre puntuali e critiche – ma sempre in linea con una condotta esemplata e impostata su indiscutibili parametri di onestà intellettuale e civile – non trovano, da parte della controparte al potere, utili motivi di contraddittorio o di smentita.Non prendiamoci in giro, signori! Non rispondere a tutte le nostre domande non è un segnale di intelligenza politica dinanzi a dei poveri imbecilli che sparano a caso: è la più evidente e incontrastabile dimostrazione del fatto che sia il Sindaco che la Giunta (ma ripetiamo: la Giunta non conta un bel niente dinanzi a un Sindaco che è un vero e proprio plenipotenziario) non hanno argomenti per poter ribattere; non hanno, per intenderci, sufficienti alibi scriminatorii atti a farsi scagionare da colpe, inganni e sotterfugi di un operato che non mira assolutamente al bene comune dei Quarratini.

Contumaci – per non dire latitanti – Sindaco e Giunta sono pur sempre quelli che, dopo aver negato 80 euro a un bisognoso, hanno offerto pranzi, cene e bordolesi di vino, ai partecipanti della pesudo-giornata preparatoria dello Statuto della partecipazione – come anche, del resto, accadrà il 1° luglio con la ufficialissima prise de cul della Festa della partecipazione, terminante, come da copione, a tarallucci e vino, con il buffet offerto a tutti per la circostanza di parata.
Sui veri e propri sperperi, in questa sede non vogliamo dire niente. Di essi faremo debita, ragionata e ragionieresca disamina in un altro momento che non per niente gradito all’amministrazione: ma noi siamo convinti che non sia il caso di tacere, col rischio che i signori degli anelli credano che possono fare ciò che vogliono…
Questo blog, per tornare a noi, se è cresciuto per un crescente impegno della sua squadra che ogni giorno vigila, analizza e scrive, è cresciuto anche e soprattutto per un nuovo interesse dei Quarratini circa i temi trattati; un interesse che è prova evidente da una parte del sostegno che essi stanno dando alla ricerca di ordine, trasparenza e correttezza amministrativa; dall’altra del timore degli oppositori muti che vedono, in questo nostro infaticabile lavoro di sorveglianza, un serio pericolo e una reale insidia a un modo di seguire la cosa pubblica che non ci convince affatto.
Questo risveglio delle coscienze di Quarrata ci stimola ad approfondire sempre più il nostro lavoro in umiltà, ma con la massima determinazione e la volontà di togliere, dal cammino dei Quarratini, tutto ciò che ingombra o dà noia a uno spedito avanzare.
Grazie a tutti, dunque, per il favore dimostràtoci. Ma anche una preghiera: quella di segnalarci, sempre e comunque, qualsiasi stortura, disservizio, incuria e malversazione di cui si è a conoscenza, con la certezza che la squadra del blog vaglierà ogni suggerimento molto più attentamente di quanto lo potrebbe fare l’amministrazione attraverso l’ufficio del difensore civico.
Scriveteci, contattateci, parlateci: qui accanto trovate gli indirizzi di posta elettronica o altrimenti potete farlo nei commenti ai vari post. Noi scriveremo, vi contatteremo e parleremo, perché siamo davvero intenzionati a vivere concretamente il motto che ci ispira: Liberi: di vedere, di pensare, di dire.

Grazie ancora, Quarrata!

domenica 28 giugno 2009

DIOSSINA DI MONTALE: TWO DAYS AFTER


Non è il caso di rifare tutta la storia: ogni nostro lettore può ingrandire e leggere l’articolo apparso su La Nazione del 28 giugno. Ma ormai una cosa è certa e cioè che l’incidente accaduto all’inceneritore di Montale nel 2007 non fu per niente un fatto trascurabile, tanto che la relazione del 2008 sulle conseguenze di questo evento non risulterebbe – a detta del dottor Bolognini – per niente affidabile: addirittura Bolognini definisce sconcertante la gestione del caso Montale.Intanto Alessandro Romiti, presidente del comitato anti-inceneritore, ha fatto circolare il documento che segue, dal quale, tuttavia, abbiamo tolto alcune espressioni a nostro giudizio un po’ troppo forti:

Cittadini della piana,
è con grande soddisfazione e un poco di orgoglio (visto l’esposto depositato da me e mia moglie all’Ordine dei Medici di Pistoia il 27.5.07) che vi sottopongo l’estratto della Nazione di oggi, dove è denunciata a “viva voce” e per mezzo di un autorevole esperto il Dott. Michelangelo Bolognini (designato come responsabile dell’Ordine dei Medici di Pistoia nelle attività di controllo degli atti della commissione tecnica preposta).
La notizia è strabiliante, perché ricaccia le mirabolanti menzogne rifilate dagli amministratori tutti sulla stampa degli ultimi due anni e dimostra – finalmente in modo consolidato in una dichiarazione resa in pubblica commissione – che il comitato contro l’inceneritore di Montale aveva piena ragione nell’esporre le sue denunce delle malversazioni e conseguenti menzogne esercitate contro i cittadini ignari!

Non vi annoio, spedendovi il comunicato stampa “non firmato” del 20 Giugno 2008, dove il responsabile della commissione “tavolo tecnico” annunciava dati rassicuranti, impegnandomi a dure proteste nell’immediatezza dell’inaugurazione della celebre “Smilea”…
Oggi, che il Nero si è fatto Bianco, la Notte Giorno e la Bugia è divenuta Verità, innumerevoli Pinocchi vedranno il loro naso crescere (ma non diventeranno dei bambini come nella fiaba di Collodi: a questo giro l’hanno fatta troppo grossa […]!).
Adesso, le porte della Procura della Repubblica, si apriranno meglio a tutti coloro che vogliono chiarezza e trasparenza sulla sciagurata posizione dell’impianto di Montale, gestito da CIS e dai suoi azionisti!

Speriamo che si aprano anche […] per coloro che hanno frodato la fede pubblica dei cittadini esponendoli a un sicuro danno della loro salute e della loro economia!!
Buona lettura e non vi ringrazio della vostra attenzione: sto lavorando per voi!
Cordialità.
Alessandro Romiti

Al di là di ciò che Romiti dice in merito agli aspetti riguardanti la sicurezza dei cittadini, considerazioni oggi supportate dall’autorevole dottor Bolognini, condivisibili e che ci fanno tremare nel ricordo di certi scenari da film-denuncia americani anni 90, preme qui ricordare le affermazioni – anche piuttosto risentite – del Sindaco di Quarrata durante una trasmissione a TVL di qualche tempo fa: affermazioni che, secondo quanto sostiene oggi Romiti, rientrerebbero nella categoria delle verità di innumerevoli Pinocchi (i sindaci della piana, appunto).
Noi appuntiamo l’attenzione solo sul fatto che l’impianto, dopo l’incidente, non fu fermato immediatamente, come forse sarebbe stato bene fare sia per prudenza che per rispetto delle popolazioni amministrate, nei confronti delle quali le sinistre al potere mostravano e mostrano una così spiccata sensibilità.L’impianto fu fermato solo due giorni dopo il ballottaggio che portò alla conferma di Sabrina Sergio Gori sul soglio sindacale. E allora: se la sente il Sindaco di Quarrata, medico che ha giurato secondo il giuramento di Ippocrate, di darci qualche delucidazione in merito a questo evento e alla riconferma – unica all’interno del consiglio di amministrazione del CIS – del consigliere designato da Quarrata? O resterà ancora una volta un sindaco sordomuto?

sabato 27 giugno 2009

PARTECIPAZIONE: UNA COMMISSIONE DAVVERO PARTICOLARE.


Per chi non avesse le idee chiare su cosa intenda il Sindaco SSG con il termie partecipazione – e dati anche gli interventi dei lettori sul nostro precedente post – sarà il caso di tornare ancora una volta sull’argomento, visto che, come dicevano gli antichi, repetita iuvant, cioè le cose ripetute fanno bene… alla salute.
E partiamo dai fatti, perché – sempre per abusare di un proverbio latino – verba volant, scripta manent, le parole (del sindaco) volano, ma gli scritti restano: e gli scritti sono cose concrete, sostanze filosofiche (come potrebbe ben insegnarci lo stesso Vincenzo Mauro) sia in forma che in contenuto. Ecco allora il testo del codice da màrtiri, laddove ci viene spiegato come si nomina la commissione per la partecipazione:
Art. 3 – Commissione per la partecipazione (in neretto il testo che va in approvazione il 29 giugno prossimo, e in chiaro – come sempre, del resto… – il nostro discordante commento).
1. La Commissione per la Partecipazione è costituita dal sindaco o suo delegato, dal responsabile del servizio/settore competente per la materia oggetto della partecipazione e da altri tre componenti scelti nella cittadinanza.
La commissione sarà dunque costituita da 5 (cinque!) persone: una vastissima rappresentanza degli oltre 25mila abitanti di Quarrata, se la matematica/aritmetica non è un’opinione. In termini assoluti si tratta dello 0,02% della popolazione. Però attenzione: di questi 5 personaggi, due sono, per così dire, di casa-Comunale: il sindaco o un suo delegato (al limite anche la fedele mazziera del sindaco, sua indefettibile segretaria che spunta un po’ dappertutto come il prezzemolo – era nata anche tra i giovani democratici di Quarrata o GD, come ricorderemo) e il responsabile del servizio/settore competente per la materia oggetto della partecipazione. Quindi: 5 meno 2 = 3. Tre cittadini di Quarrata che corrispondono, in termini di rappresentanza, allo 0,01% della popolazione. Grandioso campione rappresentativo, assolutamente probante e degno di una indagine statistica stile Renato Mannheimer.
Se non è una vera democrazia rappresentativa questa, peste e corna a quei “figuri” che non lo credono, e che possano morire di colpo perché denigrano la grande apertura social-popolare delle forze progressiste quarratine!
2. I componenti scelti nella cittadinanza vengono eletti da un’assemblea composta dai consiglieri comunali e da un rappresentante per ognuno dei soggetti della partecipazione iscritti nel Pubblico Registro.
E veniamo all’elezione dei 3 prediletti da Dio (pardon, dalla sua augusta Signora…). La scelta è effettuata dal consiglio comunale, che conta quanto un due di briscola perché sopravanzato – per non dire subissato, schiacciato, tsunamato – dai rappresentanti (molti di più dei consiglieri stessi) delle varie associazioni iscritte al Pubblico Registro tenuto in Comune.Complimenti a chi ha inventato questa norma che garantisce una rappresentanza scelta direttamente dal popolo così amato dai signori al potere! Ma non è finita: non gettate il telecomando.
3. L’assemblea è convocata e presieduta dal Presidente del Consiglio Comunale. Per la validità dell’Assemblea è necessaria la presenza della maggioranza assoluta dei componenti.
La banda dei cinque (The Famous Five), famosa serie televisiva inglese del 1978) è eletta da una assemblea formata dal Consiglio Comunale e dalla plètora dei rappresentanti delle associazioni del territorio, il tutto presieduto dal presidente del Consiglio Comunale.
4. L’elezione ha luogo per appello nominale a scrutinio segreto. Risultano eletti i primi tre che abbiano riportato il maggior numero di voti dei componenti l’Assemblea.
Questo quarto comma è lo specchio per le allodole, tanto per far credere che tutto nasce da regole ben precise: ma è solo un modo per far tardi; il risultato è scontato come lo è stato per l’elezione del Soreca, perché, tra consiglieri di sinistra e associazioni imbonite da SSG, la Signora ha fatto come le è parso alla faccia del popolo lavoratore.
5. La Commissione rimane in carica per tre anni ed è rinnovabile per un ulteriore periodo di tre anni (così emendato in sede di discussione), ed esercita le sue funzioni fino all’insediamento del successore.
Altra ciliegia sulla torta: mentre Sindaco e Consiglio durano in carica 5 anni, badalì la commissione ne dura sei: così il sindaco di poi s’ha da ciucciare almeno un anno di opposizione in casa propria. Anche questa è un’invenzione giuridica notevole, non vi pare? E notate la forma: fino all’insediamento del successore. Quale sarà successore? Quello di Pietro sul soglio oggi occupato da Benedetto XVI? Quello che prenderà il posto di Franceschini? D’altronde l’italiano non è una cosa da tutti e… pestare sulla tastiera con gli zoccoli il più delle volte non è facile, via…
6. Nessun compenso spetta ai componenti della Commissione, la cui funzione viene svolta a titolo completamente gratuito.
Miracolo! Finalmente non abbiamo niente da dire e niente da eccepire! Sarà contento quell’anonimo che commenta sul blog contro di noi definendoci dei figuri insopportabili e sempre scontenti!
7. Qualora venga effettuata richiesta di sostegno all’Autorità Regionale per la partecipazione, a questa spetta la valutazione finale rispetto all’ammissibilità e all’eventuale richiesta di contributo per la realizzazione del processo partecipativo proposto.
Per concludere – e in ottemperanza al principio della trasparenza amministrativa – ci spieghino o SSG, ovvero la sua solerte segretaria, o in subordine anche il gentile Dott. Aronica, cosa significhi, in buona sostanza, questo 7° comma, scritto con i piedi come buona parte delle leggi e dei regolamenti d’Italia. E comunque l’art. 3, che abbiamo puntualmente chiosato e commentato, sarebbe bene inviarlo al ministero della semplificazione amministrativa proponendo una medaglia d’oro e un assegno ad personam per il funzionario che l’ha scritto.

In conclusione: in un Paese davvero democratico basterebbe solo questo articolo per convincere gli elettori a prendere a fischi, sberleffi & pernacchie le eccelse menti di questo eccellentissimo parto regolamentare.
E questa loro la chiamano PARTECIPAZIONE.

giovedì 25 giugno 2009

CARO SINDACO, MA QUALE PARTECIPAZIONE ?


Il 29 giugno prossimo, in consiglio, si vota il regolamento per la partecipazione democratica dei cittadini alle scelte dell’amministrazione comunale. E il 1° luglio – così è stato deciso – Quarrata avrà la sua festa della partecipazione, il che sa molto di Regione Toscana…
Il regolamento, discusso di recente in commissione, verrà comunque approvato democraticamente dalla maggioranza che ha già introdotto, fra le figure significative della rappresentanza, le mille e una associazioni radicate sul territorio comunale: come dire che sindaco e giunta (ma la giunta, non conta poi così tanto, dato che il sindaco motu proprio può esautorare qualunque assessore in qualsiasi momento) hanno già fatto e detto tutto a dispetto di tutto e di tutti.
Anche nella nostra democrazia quarratina, oggi sinistra e cattolica, ci sono state due fasi precise: 1. la fase della prima repubblica – piena di male e di aberrazione, di grattoni e di fascisti – durante la quale la giunta visitava frazione per frazione e, dinanzi ai presenti, chiedeva direttamente cosa preferissero come scelte prioritarie condizionate, com’era logico, dalle disponibilità di bilancio; 2. la fase del nuovo cinema Paradiso che, con il sindacato SSG, ha toccato l’apice della felicità bolscevica, grazie alla quale a decidere tutto saranno non i cittadini delle varie frazioni, ma un consiglio esautorato sommato alle associazioni – di fatto una aberrazione micidiale, ma gradita al soviet, che così potrà sempre aver già deciso prima di sentire il parere della base. È il regno dei cieli sceso sulla terra, quel regno che si è comportato così anche nella scelta del difensore civico, uomo prediletto dal regime e, quindi, di regime.
Ebbene, in questo semplice ma indicativo comportamento antidemocratico, non siamo solo noi che la pensiamo in questo modo; non solo noi – a cui il sindaco mai si è degnato e si degna di dare una benché minima risposta ai molti quesiti proposti sempre pubblicamente – che lamentiamo un autoritarismo degno di ben altra ideologia. Con gli stessi toni parlano anche altri cittadini di Quarrata.Ecco il testo della protesta, spedito da Daniele Manetti di Legambiente a 626 cittadini:

Democrazia partecipata o spartecipata? Regolamento: dopo il “rapporto finale” i cittadini non hanno avuto più notizie. La commissione consiliare comunale ha fatto una bozza di regolamento, ma non è stato possibile vederlo in modo ufficiale, né fare osservazioni. Il tutto sarà portato in Consiglio Comunale il 29/06/2009 e naturalmente approvato. Tutto questo è inammissibile per un percorso partecipativo che doveva coinvolgere tutti i cittadini.
Quando si tratta di partecipazione tutto deve essere fatto alla luce del sole, non può e non deve essere fatta la sintesi da 4 o 5 persone e poi tutto rimane nascosto fino all’approvazione; al limite dovevano essere i cittadini invitati alla Magia a fare la bozza finale. La commissione di garanzia in questa fase finale non ha funzionato
.
Proposta: Rimandiamo l’approvazione in Consiglio Comunale e ridiscutiamo il tutto serenamente e democraticamente. Il metodo adottato è antipartecipativo e noi, rimanendo così le cose, ci dichiareremo contrari e continueremo a portare avanti le nostre problematiche come abbiamo fatto fino ad oggi.
È il caso, però, di dubitare che la proposta possa trovare ascolto. La sensibilità democratica è quasi – si direbbe – un fatto innato: c’è chi la possiede e chi no, per codice genetico. E SSG, diciamolo chiaramente, non sembra possedere questo requisito genetico.Il suo modo di agire parla da solo.

mercoledì 24 giugno 2009

CARO BENEDETTI, ALTRO CHE ISTERIA POLITICA !


Roberto Benedetti, presidente del gruppo Pdl in Regione – scrive Cristina Privitera su La Nazione - Montecatini del 24 giugno –, fa anche il pompiere del Pdl, tagliando corto sulle recenti polemiche interne: «I j’accuse che volano in questi giorni – rimarca – sono frutto di isteria politica e non ne tengo conto. Il centrodestra ora dovrà fare una riflessione attenta sugli errori commessi. Anche perché la città pare sull’orlo di una crisi di nervi e penso ai problemi dell’economia, della sicurezza e del turismo e in qualche modo ha cercato di scaricare anche le proprie colpe su chi l’ha amministrata, trovando così un capro espiatorio. E’ necessario che la politica comunque utilizzi una chiave di lettura diversa dal passato: oggi i cittadini ci chiedono di creare partecipazione, programmi credibili, facce nuove che portino entusiasmo. Se lo si fa, si vince. Non a caso sono proprio i giovani della politica anche nelle nostre file che hanno avuto maggiori preferenze anche di personaggi più conosciuti: esempi ne sono Giovanni Spadoni a Montecatini e Stefano Cirrito a Pescia».

Non possiamo essere d’accordo – anzi, non lo siamo per niente – con queste affermazioni che riguardano le accuse. E non lo siamo sostanzialmente per due motivi:
1. l’isteria politica è quella che si rivela falsa dopo il “passaggio del fronte”;
2. quello che diciamo oggi su Lapenna (vedi http://marioniccolai.blogspot.com/) è ciò che dicevamo molto prima delle elezioni e del ballottaggio: quindi al di sopra di ogni sospetto.
Isteria politica è invece quella di chi, come Benedetti, si veste da agnellino e getta acqua sul fuoco: è un isteria camuffata da cristianissimo equilibrio, ma, in sottofondo, è più ribollente del magma di un vulcano. Perché è proprio sotto la sua facciata mite e mielata che nasconde – con l’aria di superiorità (ma chi ci crede?) – la rabbia per avere assunto e sostenuto una valutazione politica completamente scazzata – come direbbero i giovani a cui Benedetti oggi strizza l’occhio, mentre ieri caldeggiava e sosteneva il vecchio e l’insostenibile nella figura di un Lapenna destinato alla débacle che abbiamo dovuto accettare e inghiottire con amarezza, come un bel regalo infiocchettato preparato apposta per la sinistra. E a gratis, come si diceva una volta.
Altro che superiorità! È che siamo in Italia – paese, diremmo, scarsamente democratico –, perché altrimenti tutta la dirigenza del PDL, che ha seguito una linea così errata e così perdente, sarebbe già stata presa e messa alla porta senza colpo ferire, con un bel calcio nel back.
E cerchiamo anche di capirci, caro Benedetti: sbagli a dire giovani. L’elettorato – il nostro elettorato; quello PDL, vogliamo dire, ma anche quello avversario – vuole visi puliti e credibili: non fa questione di rughe; vuole visi che non facciano una grinza sotto il profilo della correttezza e della sostanziale onestà nei confronti degli amministrati.
È facile parlare dall’Olimpo regionale. Scendi piuttosto fra la gente e osservala; ascoltala; séguila come facciamo noi, povere pedine sul territorio, che non scriviamo trattati sui massimi sistemi, ma ascoltiamo la vita vera per quella che è e per come è percepita dagli elettori. O lo capisci – e allora smetti di fare il superman moralista – o sei, anche tu, sulla strada del treno che frena a secco e della decapitazione politica uso-Lapenna.

martedì 23 giugno 2009

IL TRENO DI LAPENNA: GIUSTIZIA E' FATTA.


C’è un treno che parte e inizia la sua corsa senza che sul suo orario sia segnata alcuna stazione di sosta. È un treno che non ha un macchinista, ma tanti macchinisti contribuiscono, con le loro idee, a far scattare gli scambi delle sue rotaie, così da indirizzarlo verso una meta piuttosto che un’altra.
A volte questo treno, che si muove o spedito o a fatica a seconda dei casi, è come preso in ostaggio da qualche falso ferroviere che, a dispetto del gruppo dei macchinisti, se ne impossessa e, come la locomotiva di Guccini, lo lancia all’impazzata senza voler sentire ragioni di sorta, senza ascoltare niente e nessuno: questo treno è il treno della storia e della politica che, all’improvviso però, quando è messo sotto stress dal suo sequestratore, perde ogni controllo: e le ganasce dei suoi freni strizzano le ruote in una brusca, catastrofica frenata.
Di questo treno noi parlavamo, su questo blog, qualche tempo fa allorquando – fatti oggetto di polemiche e di aspre critiche da parte non tanto di avversari politici, quanto di militanti troppo ortodossi dello stesso PDL – avevamo detto con molta franchezza la nostra opinione sulla discutibilissima scelta di candidare Alberto Lapenna a sindaco di Montecatini.
Lapenna, per i suoi trascorsi politici, non solo aveva un armadio pieno di scheletri, ma addirittura era – ci sia consentito dirlo senza che nessuno ci consideri malevoli – lui stesso il cadavere di se stesso e del proprio operato: e non si sceglie (anche questo dobbiamo sottolinearlo, checché ne pensino gli uomini del PDL antichi e nuovi, quarratini e/o trapiantati) un “carro falcato” come lui, vecchio di millenni e di ammaccature, per combattere la guerra dei carri armati di ultima generazione supertecnologica. L’errore di casa-PDL è stato quello di scegliere un fossile vivente credendo che fare politica significasse ancora saper trafficare e mettere le mani in pasta o bene o male – come del resto ha creduto anche il PD con le sue manovre e le sue file sfilacciate; e alla fine vedremo perché.

La gente è stufa di mestatori; è stufa di accattoni; è stufa di cialtroni e di barattieri: e non li vota. E si è visto. E anche se quando lo abbiamo detto, alcuni della nostra stessa area politica si sono affrettati a spargere veleni contro di noi, a scrivere a destra e a manca, ad avvertire con solerzia Silvio della nostra eresia, noi avevamo ragione e alla fine la ragione ci è stata data dai fatti, anche se non ne siamo per niente orgogliosi: Lapenna è stato trombato come si meritava – su questo non abbiamo dubbi, né ci trema la mano nello scrivere questo editoriale. E giustizia è stata fatta.
Ora è necessario che il PDL prenda coscienza del fatto che i vecchi sistemi di fare politica non vanno più; che la gente li rifiuta, anche se si muove tutto lo staff romano – Brunetta in testa – per venire a sostenere chi, invece, dovrebbe essere morto e sepolto. È finito, insomma, il tempo del conformismo lecchino, affarista, truffaldino e mestatore: la gente del PDL, gli elettori, vogliono non solo visi nuovi (che non necessariamente significano visi di giovani, troppo spesso arrembanti e impreparati in tutto fuor che in una loro incontenibile ambizione), ma soprattutto visi puliti – e non bastano fiumi di soldi e cordate massoniche per sostenere chi, all’elettore, fa solo l’effetto di un farmaco emetico. Non bastano mille notai, coi loro poteri radicati in ogni dove, a sorreggere un candidato che nessuno vuole perché non è affidabile, e tutti, anzi, rifiutano.
È il momento, questo, della verifica. E dal PDL devono uscire – e non in punta di piedi, bensì inseguiti dal baccano delle pentole e dei coperchi sbattuti dalla folla in segno di spregio – i candidati che hanno fatto vergogna e quanti li hanno sostenuti per tornaconto personale e sostanziale incapacità politica di prevedere esiti scontati perfino per il più ingenuo che passa per strada: vada Lapenna, dunque; ma vada anche Anna Maria Celesti, fino a ieri fida fiancheggiatrice ed oggi silenziosa e già pronta, forse, a girare le spalle all’uomo ora in disgrazia secondo i suoi meriti.
E Alberto Lapenna non si fermi; non si giri indietro, mentre va. Ma soprattutto gli si impedisca di dedicarsi alla cura dei giovani del PDL, perché, se lo facesse – e sarebbe un errore grossolano e non rimediabile – metterebbe a serio rischio la vita stessa dello schieramento, dato che chi ha vissuto la politica come lui, non potrebbe che trasmettere parametri storti di interpretazione della realtà: e più che educare, finirebbe col diseducare i giovani, facendone squali e non delfini.
Il treno si è fermato a secco scaraventando a terra Lapenna. Come si è fermato, a Pescia, per scaricare quell’Antonio Abenante, ex tutto del PCI che, graziato dalla Madonna di Pompei da cui proviene, ha fatto la figura-Lapenna sull’altro versante, facendosi surclassare dalla sua antagonista Roberta Marchi. La gente è stufa di soldati fanfaroni e di tromboni roboanti: vuole correttezza, limpidezza e trasparenza. La prova ce l’abbiamo con Montecatini che sputa su Lapenna e Pescia che sputa su Abenante nel tentativo e nella speranza di veder cambiare le cose e la politica liberandosi degli inutili.Chi ci ha sputato in faccia e ci ha denigrato per il nostro libero pensiero, cerchi di imparare qualcosa da questa lezione del treno della storia e della politica – e riconosca di non aver capito nulla allineandosi servilmente alle decisioni sventurate di un Lapenna che ha fatto affondare anche Severi!

UNA FOTO AL GIORNO... LEVA IL MEDICO DI TORNO: CRUDELTA' GRATUITA.


Querciola quattordicesima tappa. Per chi dice che non siamo propositivi, abbiamo una proposta da fare: sostituire questi poveri animali, segregati all’interno di quello che dovrebbe essere l’invaso della Querciola, con il Sindaco e la Giunta di Quarrata.
Dentro il lago disseccato abbiamo trovato questa gabbia e questi animali lasciati soli con un tegame di cibo e una specie di catinella di acqua. Tutti sanno che le anatre hanno bisogno di acqua, di molta acqua: un catino non risolve certo i loro bisogni, specie quando il caldo si fa sentire.
Inutile crudeltà. Ma quello che conta, per gli amministratori, sono le parole: i fatti vengono dopo – se vengono (e spesso deleteri).Ecco cos’è, in realtà, la Querciola: anche un lager per povere anatre…

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Querciola 14 continua...

domenica 21 giugno 2009

ZUGO A PIOLO. A USL 3 PISTOIA E CIS Agliana-Montale-Quarrata.


La vicenda è nota perché è comparsa su La Nazione – si veda il nostro post Canne fumarie del 17 giugno scorso.
In 7 mesi né CIS né USL sono riusciti a rimuovere un pezzo di canna fumaria di eternit di circa 2 metri: un’efficienza davvero esemplare, da segnalare al ministro Brunetta, che interverrà con un viaggio-premio alle Maldive per due.
Complimenti ai signori Alessandro Scarafuggi, Direttore USL, e Angelo Fazio, Presidente CIS.
Quanto all’USL, un nostro fido lettore ci ha promesso che presto ci racconterà e scriverà per noi una emblematica vicenda, da lui direttamente vissuta, e con risposta giunta più-veloce-della-luce dai vertici USL.
Intanto invitiamo i nostri visitatori a seguirci con almeno due passaggi al giorno sul nostro blog: questo perché, essendo talmente tante le cose da dire, siamo spesso costretti a inserire due post nella stessa giornata; annotazioni che potrebbero sfuggire a chi vuole tenere i piedi ben piantati per terra senza farsi corrompere dal silenzio austero (??) dell’amministrazione SSG.

sabato 20 giugno 2009

UNA FOTO AL GIORNO... LEVA IL MEDICO DI TORNO: OGGETTI DA MUSEO.







Querciola tredicesima tappa. Ed eccoci arrivati finalmente all’oasi. Solo che saremo costretti a morire di sete, perché non c’è una goccia d’acqua. E al di qua di quello che dovrebbe essere lo specchio d’acqua che tutelerebbe la grande biodiversità, alcuni oggetti meravigliosi fanno sfoggio di sé: vecchi aratri o frese che dovrebbero finire fra gli oggetti del museo dell’agricoltura.Con oggetti come questi, siamo certi che la Querciola sarà meta di migliaia di visitatori: rinunceranno a visitare il museo leonardesco di Vinci e la casa natale di Leonardo per venire qui, non c’è dubbio. Qui impareranno nozioni essenziali…



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Querciola 13 continua...

UNA FOTO AL GIORNO... LEVA IL MEDICO DI TORNO: SOLDI GETTATI VIA.







Querciola dodicesima tappa. Dietro la torre della casa di Zela si apre un cortiletto come lo vedete nella foto. C’è la stanza della centrale termica. Poi, girato l’angolo, ecco che appare il quadro elettrico: una vera centrale da NASA. Ecco: intanto l’amministrazione comunale potrebbe dire ai suoi cittadini-contribuenti quanto costa un quadro elettrico di questa portata, con annessa rete di distribuzione interna.
Noi, nel nostro giro di ispezione, abbiamo trovato il quadro aperto, come lo si vede nelle foto: completamente alla mercé di chi càpita da queste parti. Oltretutto lasciare un quadro con queste caratteristiche senza una adeguata protezione oltre che una cialtroneria colpevole è un reato contro il patrimonio pubblico.
Ma è inutile chiedere moralità: i primi a non volerla sono proprio gli amministratori che sperperano fiumi di quattrini e non si azzardano a prendere un provvedimento contro nessun dipendente fannullone – forse perché gli amministratori sono, in pratica, dei veri e propri ostaggi dei dipendenti allorquando hanno da chiedere loro qualche favore…
E allora si fanno i convegni contro la mafia e a favore della legalità?



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Querciola 12 continua...

giovedì 18 giugno 2009

UNA FOTO AL GIORNO... LEVA IL MEDICO DI TORNO: INCURIA SCONCERTANTE !





Querciola undicesima tappa. Poveri miei quattrini – diceva il babbo della favola che aveva mandato il figlio a studiare a Bologna. In questo caso: poveri nostri quattrini.
Il patrimonio pubblico, in Italia, si distingue per la sconcertante incuria in cui si trova. Osservate, Quarratini, la costruzione nella quale si trovano le condotte afferenti e deferenti dell’Oasi della Querciola. Porta spalancata, vegetazione che avanza e possibilità, per chiunque, di combinare malestri a proprio piacere.
L’affezione della giunta per il luogo arriva fino a questo punto. È ovvio che i direttori dei lavori non schiodano il culo dalle poltrone del loro ufficio, e che gli amministratori si limitano a fare una apparizione – come una cometa – che va e viene in un attimo sui luoghi del delitto.
Per citare un famoso film di Albertone, in questo caso la soluzione più appropriata sarebbe Tutti dentro (1984). E sarebbe molto appropriato per questa amministrazione che è amica di Di Pietro e della IDV – o almeno così fa credere…
Ma non preoccupatevi, gente: domani ve ne faremo vedere di peggio! Fidatevi…


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Querciola 11 continua...

UNA FOTO AL GIORNO... LEVA IL MEDICO DI TORNO: IN MEZZO SCORRE IL FIUME.







Querciola decima tappa. In onore del Fortini – che nel frattempo ha perso il ben della favella, ma che amerà ancora il cinema – ecco un’altra serie di immagini della pregiatissima area faunistica (ma di animali abbiamo visto solo le anatre e qualche cane in giro).
Tra la Querciola e la Statale 66… In mezzo scorre il fiume, regia del Comune di Quarrata; starrings The Giunta & Sons.
Ecco un bel cartello di indicazione dell’area da manutenere (= da tener su con le mani perché la cura pubblica arriva a questa cialtroneria: di altre parleremo in séguito).
A proposito… Non per essere cattivi… Ma se la Baracchina era troppo vicina alla Fermulla e doveva essere buttata giù, di queste case cosa dovremo fare?
Giriamo la domanda al geometra Fabbri e alla architetta Bellomo.
Un amico, vedendo le foto, ci ha detto: «Sembra di vedere alcuni siti paesaggistici e archeologici dell’Ungheria nella zona orientale del lago Balaton: là è tutto in ordine e non pende un filo d’erba, lófas kemény!» – l’ultima è una parolaccia in ungherese, ma crediamo se ne colga abbastanza bene il significato anche in italiano…



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Querciola 10 continua...

mercoledì 17 giugno 2009

UNA FOTO AL GIORNO... LEVA IL MEDICO DI TORNO: CANNE FUMARIE


Il riquadro che vedete, cari lettori, è comparso su La Nazione di oggi 17 giugno.
Anch’esso è un dato-emblema della situazione che viviamo in Italia, dove, per poter muovere un tubo di eternit di 2 metri, occorrono fogli su fogli, autorizzazioni, richieste, denunce, interventi straordinari di amministratori, politici e parlamentari.
E questa è l’amministrazione, la burocrazia di questo nostro Paese che non vuole la Turchia in Europa perché… è troppo arretrata.
Dopo 7 mesi – ma in 7 mesi nasce un settimino, cioè un sensitivo-mago capace di fare i miracoli… – il tubo di via di Lucciano è sempre lì: e non perché la cosa sia così complicata da richiedere l’intervento della NATO o delle truppe del Patto di Varsavia, ma solo perché, diciamolo fuori dei denti, a nessuno interessa un bel tubo, neanche al Mazzantino, in tutt’altre faccende affaccendato.
Il fatto è che l’Italia è il Paese che è: cioè quello della famosa barzelletta in cui il dannato, andando dinanzi a Satana, chiede, per essere punito dei propri peccati, di essere infilato nel girone degli italiani.
«Ma come – risponde Satana –, se lì c’è una punizione tremenda? Non lo sai che lì ti puniranno in eterno con delle tremende mazzolate sui coglioni?»
E il dannato risponde: «Va bene così… Tanto in quel girone, gestito dagli italiani, una volta manca l’incudine, un’altra il martello».
Ecco la nostra immagine – anche quella che circola all’estero, dove ci prendono per il culo chiamandoci, per metonimia, spaghetti e mandolino, e dove ci cantano ‘O sole mio sul grugno, riservandoci credibilità zero.
A noi sembra che le canne se le facciano, spesso e volentieri, sia il Cis (Centro Inutili Servizi?) che l’Usl (Un Sopporto [il] Lavoro) che l’amministrazione comunale, la quale a forza di voler imitare Lorenzo dei Medici con la Màgia, le Case di Zela, i teatri a rimessa (il Nazionale – 60mila € l’anno) e le cene di qua e di là (tutti i salmi finiscono in gloria, Abruzzo compreso!), s’è di certo bevuta il cervello fino a sognare balene coi cessi in bocca al posto del Moderno.Ecco: le mazzolate andrebbero tirate, sì, ma sulla loro testa – in tutti i sensi.

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