lunedì 31 dicembre 2007

CIN CIN

Ci siamo ritrovati sabato 29 alle 18.30 alla Villa a Quarrata, per i saluti e gli auguri per il nuovo anno. Abbiamo brindato a una ritrovata unità dei partiti della casa delle libertà di Quarrata. Insieme a me c’era la vice coordinatrice del centrodestra cittadino Francesca Favi, i consiglieri comunali Cialdi, Mazzoni, Ferranti, Bianchi e Ciottoli, il segretario della Lega Nord di Quarrata Giancarlo Noci, la coordinatrice di Azione Giovani Sara Tofani, la prima collaboratrice alla gestione di questo blog Benedetta Burchietti, e tanti altri amici. L’augurio che ci siamo fatti, è che possiamo essere anche nel 2008 punto di riferimento della maggioranza dei cittadini di Quarrata, che sognano una città governata bene.

Noi non vogliamo deluderli, l’impegno è questo.

domenica 30 dicembre 2007

I nostri primi 100 giorni: insieme tutto è possibile.

Cosi come lo slogan della campagna elettorale del maggio scorso, crediamo che il successo di questo blog, in questi primi tre mesi di vita, sia stata la volontà di mantenere rapporti di correttezza e di “complicità” con tutte le componenti della casa della libertà, senza enfatizzare le volontà di “annessione” che venivano dalla politica nazionale, cercando sempre di seguire chi in questi tempi ha lavorato per ricercare le cose (tante in verità) che ci uniscono anziché quelle che (poche) ci dividono.
Il blog è cresciuto, tra i sorrisi scettici dei critici di professione, ha acquistato sempre più visitatori, ha mantenuto e consolidato ottimi rapporti con i partiti del centrodestra cittadino, senza schierarci con nessuno, pur avendo ognuno di noi un’opinione e una tessera. Ci siamo fatti conoscere dagli amici e dagli avversari, e ci hanno conosciuti come persone serie obbiettive e coerenti. Per noi questa è politica, rappresentare valori e idee, parlare di tutto, perché non esiste nulla di cui dalla nostra parte non si possa parlare e dibattere. Nulla a cui il centrodestra non può dare risposte adeguate. Lo abbiamo fatto andando dritti per la nostra strada, perché non guardiamo in faccia a nessuno e rispondiamo solo alla nostra coscienza. E al mattino siamo uomini e donne che possono guardarsi allo specchio. L’unica cosa a cui teniamo è la coerenza, il fare politica per un ideale di vita. Non ci importa quello che abbiamo intorno, la melma che spesso ci infanga e che anche in questi mesi ci è stata gettata addosso invano, siamo dei caterpillar, qualcuno se ne è accorto, altri se ne accorgeranno presto. Sappiamo guardare lontano, con umiltà, indicando una meta da raggiungere, un obbiettivo da conquistare, un modello di società da proporre, una spiritualità e una onestà da ritrovare. Sappiamo che non si combatte una battaglia solo per vincere, e godersi gli onori, ma anche solo perché quella battaglia va combattuta, sapendo trattare la vittoria e la sconfitta alla stessa stregua, con distacco. Forse questo è il segreto di questo nostro piccolo successo in questi primi 100 giorni di vita, parliamo ai cuori e alla intelligenza degli amici, che vogliono ancora sognare e che meritano di vedere realizzati i propri sogni. Questo è lo spirito che ci muove e non verrà meno. Grazie per l’aiuto e la fiducia che ci avete dato in questi primi mesi. Ci impegniamo a fare di più e meglio nel 2008.

INSIEME TUTTO E’ POSSIBILE!

Un abbraccio affettuoso a tutti, a chi è d’accordo con noi e anche a chi lo è un pò meno, e un augurio di un felice 2008 da Mario e da tutta la squadra che insieme gestisce questo blog.

venerdì 28 dicembre 2007

Salari da fame… Niente tagli Irpef… Ma Prodi ha 276 consulenti, a carico dei contribuenti

Il Fondo Monetario Internazionale ha bocciato impietosamente la Finanziaria di Prodi, approvata faticosamente al Senato, con il solito aiuto dei Senatori a vita. L’ha definita “una finanziaria poco coraggiosa, che mantiene alta la spesa pubblica, mettendo in campo interventi “timidi e dagli scarsi risultati”. Ha aggiunto altresì che il protocollo sul welfare “non incide in maniera strutturale sui costi della pubblica amministrazione e adotta misure che non hanno carattere di riforma. La Finanziaria non riesce ad approfittare della positiva performance delle entrate, per adottare un giro di vite sulle spese pubbliche”. Il Governo, alla vigilia di Natale, aveva avuto la sfrontatezza di parlare di un imminente ” taglio delle aliquote IRPEF” e i giornali dei capitalisti amici del governo di Sinistra a fare titoloni ” A gennaio sgravi sui salari fino a 40.000 euro l’anno” (Repubblica), “Prodi, meno tasse sui redditi medi” (Messaggero), “Il piano di Prodi per ripartire” (la Stampa). Troppo bello per essere vero ovviamente… Passato Natale, ecco il sottosegretario Grandi che precisa: ” Vedremo a marzo, se ci saranno entrate superiori alle attese, vedremo se potremo tagliare qualcosina di tasse” e più chiaramente dice: ” Se ci fossero già state le risorse saremmo intervenuti con la Finanziaria appena approvata.” E’ la seconda “presa per il culo” dei lavoratori dipendenti, sottolineiamo, il promesso taglio dell’IRPEF (prima a gennaio, ora a marzo, forse) segue la riduzione del cuneo fiscale di cui nessuna azienda si è mai accorta.

Benazir Bhutto

Lo sapevano tutti che l’ex premier Pachistano Bhutto sarebbe sopravvissuta poco tempo nel suo paese. Il benvenuto non era stato certo dei migliori, appena rientrata ad ottobre, fu accolta da un attentato che provocò centinaia di morti. Era solo questione di tempo e i suoi assassini sono riusciti nel loro scopo: la Bhutto è stata uccisa.
Ora il Pakistan, un paese militarmente forte, dotato dell’arma atomica, è nel caos. Chi voleva destabilizzarlo, sta riuscendo nel suo intento. Ricordo che il paese è afflitto da una dittatura militare decennale, comandato dal generale Musharraf. A gennaio si dovrebbero tenere le prime elezioni democratiche dopo molti anni, ma a quanto pare, se si svolgeranno, saranno una farsa. Il paese è sull’orlo di una guerra civile, una guerra che potrebbe allargarsi ai paesi vicini, e non solo.
Tempi difficili ci aspettano.

venerdì 21 dicembre 2007

Auguri di Buone Feste.



Natale 2007

"Dio è così grande che può farsi piccolo. Dio è così potente che può farsi inerme e venirci incontro come bimbo indifeso, affinché noi possiamo amarlo."

Benedetto XVI, Omelie.

BUON NATALE da tutti gli amici che insieme a Mario collaborano e gestiscono questo blog.

Comparatismi

Berlusconi: Io sto cercando di aver la maggioranza in Senato.
Saccà: Capito tutto.
Berlusconi: Questa Evelina Manna può essere... perché mi è stata richiesta da qualcuno con cui sto trattando.

D'Alema: Va bene. Vai avanti vai!
Consorte: Massimo noi ce la mettiamo tutta.
D'Alema: Facci sognare. Vai!
Consorte: Anche perché se ce la facciamo abbiamo recuperato un pezzo di storia, Massimo. Perché la Bnl era nata come banca per il mondo cooperativo.
D'Alema: E si chiama del Lavoro, quindi possiamo dimenticare?
Consorte: Esatto. E' da fare uno sforzo mostruoso ma vale la pena a un anno dalle elezioni.

Latorre: Stefano!
Ricucci: Eccolo! Il compagno Ricucci all' appello!
Latorre: (ride)
Ricucci: Ormai questa mattina a Consorte gliel’ho detto: "Datemi una tessera perché io non gliela faccio piu", eh!
Consorte: Ciao Piero, sono Gianni.
Fassino: Allora? Siamo padroni della Banca?
Consorte: È chiusa, sì.

Buio profondo




Secondo una statistica di questi giorni, il 62% degli studenti Italiani non sa come mai viene la notte. Non drammatizzerei la cosa, anzi, io penso che i ragazzi che si sono sentiti rivolgere la domanda, hanno pensato alla “polluzione notturna” e un po’ per timidezza, un po’ perché la vita sessuale dei ragazzi, oggi, inizia molto presto, e quindi il fenomeno non li riguarda se non marginalmente, hanno preferito non rispondere…
Forse dovevano chiedergli da dove nasce il Tevere.

Una nuova oligarchia: quella dei senatori a vita!

E per ora, Romano ringrazia.
Grazie al voto determinante dei senatori a vita ottiene la fiducia sui primi due mega articoli della Finanziaria. Incurante dei richiami del Presidente della Repubblica, Romano tira dritto per la sua strada. Poco importa se la sua maggioranza in Senato si è dissolta come neve al sole tanto ci sono i senatori a vita che gli salvano la poltrona. L'Italia non è più una Repubblica democratica ma una Repubblica oligarchica fondata sui senatori a vita. Le maggioranze politiche non contano più, ora decidono tutto i senatori.
Presidente Napolitano intervenga, la maggioranza politica da Lei richiesta non esiste più e urge porre rimedio.

giovedì 20 dicembre 2007

Prodi contestato, difeso dalla moglie

La signora Flavia tira fuori le unghie e difende il marito. Curioso episodio in piazza Colonna nel pomeriggio: protagoniste la mite moglie del premier e una grintosa signora, evidentemente poco soddisfatta dell’azione del governo. Romano Prodi e la moglie stanno tornando a piedi a Palazzo Chigi dopo aver assistito al concerto di Natale nella chiesa di San Marcello in via del Corso. Arrivati in piazza Colonna, al seguito scorta cameraman e giornalisti, un’anziana e vispa signora, capelli biondi e pelliccia, apostrofa duramente il presidente del Consiglio: "Cosa ci stai a fare ancora? Perché vai ancora in giro? Devi andare a casa!". Prodi e la moglie continuano a camminare, quando la signora Flavia ha uno scatto: lascia il braccio del marito, inforca gli occhiali, fa inversione e si avvicina decisa alla contestatrice, chiedendo spiegazioni. Il tutto sotto lo sguardo sorpreso del premier, piuttosto interdetto di fronte a una situazione decisamente insolita.
Lo scontro Un attimo di tensione, la bionda anti-Prodi non vuole rispondere alle richieste di spiegazione della signora Flavia, che appoggia una mano sul braccio della rivale, come per trattenerla. A quel punto la reazione: "Non mi tocchi, siamo in democrazia e io dico quello che mi pare. Suo marito ci sta rovinando e deve andare a casa!". La signora Flavia a quel punto decide che può bastare e si riavvicina al marito. Che la accoglie sorridendo bonario, non senza manifestare una certa ilarità per la grinta improvvisa della moglie. I due si riprendono a braccetto e tornano a Palazzo Chigi.

mercoledì 19 dicembre 2007

Pena capitale: inno alla gioia




L’assemblea generale dell’ONU ha approvato la risoluzione contro la pena di morte nel mondo. Un evento di portata storica, se non che i giornali americani, cinesi e giapponesi e di altre decine di paesi non ne hanno praticamente parlato, loro continueranno ad ammazzare come fino ad oggi.
In pratica festeggiano gli stati dove la pena di morte era già fuori legge.
Festeggia anche Prodi, è un evento particolare per lui, una decisione da lui fortemente sostenuta, non ha inciso sulla vita di nessuno di noi, il che per le abitudini di noi Italiani è già qualcosa. Decisione inutile ma non dannosa…

martedì 18 dicembre 2007

Un polverone "Speciale"

Tutti parlano della riammissione al vertice della GDF del Generale Speciale, decisa dal TAR del Lazio e delle sue successive dimissioni.
Ma se provate a chiedere perché Speciale fu rimosso 1 su 3 forse su 2 interrogati, vi risponderanno genericamente che la causa è uno scandalo sull’uso di aerei e di elicotteri del corpo, a scopi personali. (vedi il commento al post “Vergogna” su questo blog).
E’ il polverone di regime che avanza, guidato da quella Repubblica che si sta candidando a diventare la Pravda in guanti bianchi della nostra epoca.
Il generale Speciale fu rimosso con autoritario ed illegale atto d’ufficio dal vice ministro Visco, perché si rifiutò di punire e sostituire gli ufficiali della finanza che avevano indagato sul caso Unipol.
Ricordate? Consorte, Fassino, D’Alema. La decisione di Visco controfirmata da Padoa - Schioppa divise la maggioranza. Ad esempio la sinistra di governo, Bertinotti in testa, la ritennero errata. Ed altrettanto Mastella e Di Pietro. Tanto che si arrivo ad una votazione drammatica sul filo della fiducia. Adesso il TAR ha stabilito che Visco aveva torto e i suoi critici ragione. Prodi si e’ affrettato a comparire in televisione per affermare che il governo sospenderà l’applicazione della decisione del TAR con un ricorso al Consiglio di Stato. (e Speciale gli ha fregati tutti dimettendosi e facendogli fare l’ennesima brutta figura).
Tutto puzza di regime, e Repubblica, che per giustificare ex-post un qualsivoglia provvedimento, ha pompato la campagna sull’abuso di elicotteri è davvero l’organo di questo regime, che immagina perfino Walter Veltroni come un pericoloso reazionario.
Io non ho motivi per difendere a oltranza il generale Speciale, ma se si arriva a rimuovere perfino i generali scomodi senza rendere conto a nessuno, l’Italia è diventata un Argentina al contrario.
Lì i militari facevano sparire i cittadini. Qui fanno sparire i comandanti, per controllare direttamente i militari.

Paolo Liguori

lunedì 17 dicembre 2007

Adornato: un tavolo dei moderati CdL

Ferdinando Adornato lancia l’idea di aprire un tavolo dei moderati per convincere Silvio Berlusconi a ricucire lo «strappo» con la CdL. E Gianfranco Fini, Pier Ferdinando Casini, Savino Pezzotta e Bruno Tabacci, secondo fonti di agenzia, sono pronti a rispondere all’appello, convinti che serva «un ruolo più forte dei moderati», come dice il leader dell’Udc e che bisogna dire basta ai «proclami mediatici», come sottolinea il presidente di Alleanza nazionale. Il primo incontro si terrà martedì o mercoledì prossimi. Tutto è nato all’interno di una manifestazione nazionale dei Club Liberal, un movimento che fa capo, oltre allo stesso Adornato, ad un gruppo di parlamentari di Fi (Sanza, Gargani e Burani Procaccini) che non hanno condiviso la scelta di Berlusconi di far nascere il nuovo partito del «Popolo delle Libertà», senza consultare gli ex alleati, sul tema «I moderati per la buona politica». Il 'Tavolo' non vuole essere una cordata elettorale, ma una sede per riscrivere il programma del centrodestra, ispirandosi alle due componenti storiche della CdL: i cattolici e i liberali. Obiettivo dell’iniziativa sarebbe «costruire un nuovo centrodestra per governare l’Italia in un momento difficile e restituire dignità, serietà e qualità alla politica».

Vergogna!!

Ho letto sul sito della GDF il curriculum vitae del Generale Roberto Speciale e ne sono rimasto ammirato, un trascorso decoroso in lungo e in largo, un massimo esperto pluri premiato ed insignito di ogni possibile merito reo solo di aver detto la verità, rimosso dalla guida di una prestigiosa Arma Nazionale solo per bagattelle di interessi e conflitti di interessi, ed al quale vanno invece i nostri rispettosi complimenti.
Vergogna!
Vergogna a questo governo, a Prodi, a Marini, a Bertinotti, a Visco ma soprattutto a tutti gli Italiani che li hanno votati e che oggi tacciono tante volte negando di averli votati.
Che agonia inutile questo governino, incancrenita dalla sola volontà occupazionale delle istituzioni.

Un monito rispettoso al Presidente Napolitano. E’ vero presidente che Lei deve essere il garante delle istituzioni e che la materia Visco/Speciale/GDF/Unipol/Governo è di competenza di altri, ma alla voce istituzioni si annovera anche la parola Guardia di Finanza, si perché l’arma rappresenta il baluardo per contrastare l’illegalità’, l’evasione fiscale, le frodi, gli abusi, le connivenze economiche e finanziarie. Allora perché si chiama fuori dalle competenze? Le istituzioni sono tutte, anche quelle che Lei vorrebbe di competenza di altre forze politiche o magistrature.
La verità, signor Presidente, è che Lei si proclama più e più volte imparziale e super partes, ma in realtà ha un trascorso politico/militante di chiaro segno e colore che le impediscono, essendo ostaggio di un governo che l’ha eletto, di fare ciò che qualsiasi altro presidente di una repubblica democratica farebbe.
D’altronde, presidente, Ella è espressione di una maggioranza politica che, l’ha eletta con il chiaro scopo di occupare insieme Camera Senato e la carica istituzionale più prestigiosa senza curarsi minimamente degli equilibri politici e civili di un popolo che ha votato liberamente ma che si è visto scippare la verità sul voto.
Gli Italiani non lo vogliono più questo governino delle sinistre, anzi dubito che la maggioranza degli italiani lo abbiano mai voluto. Per questo Le chiedo un gesto da vero “Napoletano”.Sciolga il parlamento e… voce agli Italiani!!!

domenica 16 dicembre 2007

Sindaci fai da te

Lo diceva bene Cattaneo che «I comuni sono la nazione nel più intimo asilo della sua libertà». Al forum dei borgomastri del Veneto e della Lombardia il Senatur invita a non arretrare di fronte a magistratura e prefetti. Bossi ha definito i sindaci «EROI PADANI».L’Italia che si ostina a ostacolare, a tradire, a non voler realizzare il federalismo sta ricevendo, in questi giorni di dibattito parlamentate su sicurezza, legalità e immigrazione, una significativa lezione, in particolare dal forum dei sindaci leghisti organizzato da la Padania. Davanti ai sindaci del Carroccio riuniti nella redazione de La Padania, Umberto Bossi, che ha seguito il dibattito fino all’ultimo intervento, ha sostenuto le ordinanze dei sindaci leghisti di Cittadella e Caravaggio, messi sotto accusa dalla magistratura e contrastati dai prefetti, ma sostenuti dai colleghi amministratori e, soprattutto, dalle rispettive comunità. Il Prefetto di Bergamo ha diffidato la giunta di Caravaggio dal dare applicazione all’ordinanza sui matrimoni tra italiani e clandestini prefigurando addirittura il commissariamento di tutte e 43 le giunte che hanno già sottoscritto il documento. Il problema che si sta creando, infatti - e nel corso del dibattito molti sindaci l’hanno confermato - è tuttavia squisitamente politico, non giuridico: ci sono dei primi cittadini della periferia di questa Repubblica malandata e morente che, pur di tutelare le proprie comunità ignorate da Roma, stanno facendo qualcosa che mette a nudo il disinteresse e l’incapacità delle autorità centrali. E queste logicamente reagiscono d’istinto, sfiorando l’intimidazione e realizzando un clamoroso autogol. Più i sindaci del Carroccio vengono inquisiti e messi alla gogna dai media nazionali, infatti, più il Carroccio guadagna consensi, venendo percepito non più come “un” partito che si occupa di sicurezza ma come “il” partito che si occupa di sicurezza. Ed è un titolo ampiamente meritato sul campo, elaborando tecniche sempre nuove di resistenza civile e attuandole compattamente con tutto l’apparato di amministratori consegnato dai voti dei cittadini padani. Di fronte all'impotenza dello stato e all'ineriza del governo Prodi, ha ribadito Bossi, «l’unica speranza di dare una scossa al sistema viene dai sindaci». Prima del forum coi sindaci, il Segretario Federale ha incontrato l’azzurro Aldo Brancher. «È venuto qui - spiega sorridendo - per vedere se abbiamo una medicina per guarire Berlusconi...». Il fatto è che «per vincere dobbiamo restare uniti». Di questo il Senatur sta cercando di convincere il Cavaliere e Gianfranco Fini, e per questo ha telefonato a Pierferdinando Casini. Il sogno di Bossi è vederli tutti quanti di nuovo insieme a Milano, il 16 dicembre prossimo, sul palco della manifestazione organizzata dal Carroccio. L’impresa è ardua e a pensarci, a Bossi, viene quasi da ridere: «Col casino che è venuto fuori - sbotta -mi tocca pure fare il mediatore. Proprio io, che ho sempre fatto l’attaccante!».


La missione non è un optional, c’è un proselitismo buono

Testimoniare a tutti la propria fede e annunciare il Vangelo non è fare indebito «proselitismo» ma appartiene all’essenziale del cristianesimo. Lo scrive la Congregazione per la dottrina della fede in una Nota dottrinale su alcuni aspetti dell’evangelizzazione approvata da Benedetto XVI, che sarà resa nota venerdì prossimo in Vaticano. Il documento, 19 pagine datate 3 dicembre, del quale sintetizzo il contenuto sul Giornale, prende di mira la «crescente confusione» che fa ritenere la missione come un limite posto alla libertà altrui e un «atteggiamento di intolleranza». Anche alcuni fedeli pensano oggi che basti invitare le persone ad agire secondo coscienza o a seguire la loro religione, senza favorire una loro conversione al cattolicesimo. E c’è anche chi, denuncia la Nota, crede che non si debba annunciare Cristo perché tanto è possibile salvarsi lo stesso. Il relativismo e l’idea che «tutte le posizioni si equivalgono» sono sintomi diffusi di questa difficoltà a vivere la missione. Secondo l’ex Sant’Uffizio, l’impegno missionario è comunque un «diritto irrinunciabile» che purtroppo in alcune parti del mondo non è ancora riconosciuto mentre in altre non è rispettato nei fatti. È di ieri la notizia di una donna inglese di origini pachistane, convertita dall’islam al cristianesimo e costretta a cambiare casa 45 volte negli ultimi anni per sfuggire a vendette. In merito all’ecumenismo, la Nota spiega come non vada considerato negativo «proselitismo» il semplice fatto che un cristiano non cattolico decida di entrare nella comunione della Chiesa di Roma. Va evitata ogni azione che «sembri aver sapore di coercizione o di sollecitazione disonesta o scorretta», ma ovunque e sempre ogni fedele cattolico ha il diritto e il dovere di dare testimonianza e annuncio pieno della propria fede. È noto che l’accusa di proselitismo viene costantemente rivolta alla Chiesa cattolica da parte dell’ortodossia russa.
Andrea Tornielli - http://blog.ilgiornale.it

venerdì 14 dicembre 2007

Commozione e rabbia

A nome dei partiti del centrodestra di Quarrata è stato emesso un comunicato di solidarietà alla famiglia del piccolo Federico, e l’auspicio che vengano al più presto individuate le eventuali responsabilità di una fine così tragica.

E’ stato chiesto inoltre al Sindaco di sospendere ogni manifestazione pubblica e di decretare il lutto cittadino.

La conferenza stampa prevista per oggi alle 15.30 per annunciare la ripresa del coordinamento del centrodestra è stata rinviata, cosi come il dibattito previsto per domani alle 18 alla Villa su Oriana Fallaci è stato annullato.

Lex italiana

Dopo più di dieci anni, nulla è cambiato. C’è il leader del centrodestra, c’è una solerte procura della Repubblica, c’è un quotidiano ben schierato. Berlusconi, Napoli, Repubblica. L’accusa, stavolta, è di quelle che farebbero ridere a crepapelle pure il più integerrimo degli inquisitori vaticani, di quelli che in nome di principi e dogmi mandavano al rogo streghe, più presunte che tali, o scienziati, più veri che presunti. Già, perché a Silvio Berlusconi viene imputato dalla calciopolata Procura partenopea di aver tentato di corrompere un manipolo di senatori, a cominciare dal simpatico oceanico Randazzo, quello che poi ha annunziato urbi et orbi il tentativo d’aggancio berlusconiano. Soldi per far cadere il Governo…basterebbe un’assenza, dai! Questo è il succo delle intercettazioni, delle quali Repubblica (ma va’!) è entrata in possesso, tanto da sbatterle in prima pagina. Figurarsi, c’era di mezzo l’uomo di Arcore.
Tuttavia la vicenda desta tristezza, perché se questo è davvero reato, c’è davvero da mettersi le mani nei capelli. Che pensassero ai rifiuti che insozzano e deturpano una città che potrebbe essere tra le più belle d’Europa, pensassero a combattere in modo drastico la camorra, invece di dedicarsi alle presunte (e vane, tra l’altro) compravendite di senatori. Perché nessuno dei bravi piemme non si domanda la causa di certi dietrofront di parlamentari unionisti, abili a mettersi in bilico per poi dire sì a Mortadella, guardacaso dopo intensi colloqui con il Capo del Governo? Forse guardare pure dall’altra parte, dalla loro parte, sarebbe utile e corretto. Aiuterebbe ad aprire le menti ricolme di odio ideologico nei confronti di Berlusconi, l’uomo che nel 1994 impedì l’ascesa al governo del PDS occhettiano. Va detto, tuttavia, che a sinistra, per fortuna, non tutti sono così scemi (o pazzi). Il Sindaco-filosofo di Venezia, Cacciari, ha replicato in modo chiaro e netto: “Sono solo puttanate“. Il Randazzo, vittima designata della avances del Cavaliere, fa sapere che non riesce a smettere di ridere.
Fa bene, perchè questa storia, nella sua tragica tristezza, è divertente. Non è paradossale. Siamo in Italia, signori. Queste cose capitano. Unici al Mondo. Dura lex, sed lex.

giovedì 13 dicembre 2007

E se avessero ragione i camionisti?

Credo che la questione dei piccoli trasportatori sia una questione importante. Trattare con sufficienza le richieste di una categoria che offre servizi tutto a rischio proprio sia lo specchio di un modo di pensar statalista e illiberale.
Sono circa 130mila le aziende del settore, offrono un sevizio che permette alle aziende di non gestire scorte di magazzino, offre alla comunità la presenza sul mercato di prodotti freschi in tempi rapidi e veloce, si potrebbe obiettare che intasano le autostrade, ma si potrebbe rispondere che pagano tasse a pieno carico e rispetto ai trasporti su rotaia non costano niente alla collettività.Spesso nel meridione è occasione di lavoro, e quasi tutte hanno un'esposizione debitoria in quanto il loro ricavi non comprendono i rischi d'impresa. Protestano perché la concorrenza portata da aziende con sedi nei paesi dell'est ma con uffici nell'Europa dell'ovest è per loro insostenibile. Gli autisti turchi, rumeni, ex Jugoslavia percepiscono stipendi che non superano i trecento euro mensili, si adattano a vivere nelle cabine dei camion e mi fermo qui.Quando l'idraulico polacco si affacciò dalle nostre parti si cominciò ad urlare chiedendo il rispetto di normative che avessero lo stesso costo del paese dove l'idraulico sarebbe andato ad operare, per gli autisti ex Europa dell'est nessuno si sogna di chiedere equivalenti norme. Esprimo la mia solidarietà ad una categoria che passa buona parte della vita su un camion con poche o nessuna garanzia in caso di imprevisti.


http://www.pratoblog.it