mercoledì 5 dicembre 2007

Inventiva

Certo che gli ecologisti una ne fanno e cento ne inventano, seguiti a ruota da produttori e commercianti che, pur di vendere di più, sono i primi ad allinearsi al più vieto conformismo del momento. L’ultima trovata sono le avvertenze che stanno comparendo nei supermercati inglesi sui prodotti: ci stampano sopra un aeroplano e indicano quante miglia ha fatto quella merce prima di finire sul banco. Già, perché gli aerei inquinano l’atmosfera e aumentano il famoso «riscaldamento globale». La benemerita agenzia SviPop (che appunto di Sviluppo e Popolazione si occupa) il 19 novembre 2007 ha pubblicato un breve scritto di Anna Bono in cui si fanno le pulci al nuovo fenomeno dei «food miles» (le miglia necessarie a portare un prodotto alimentare dal produttore al consumatore) e a quello correlato degli «airplane stickers» (gli adesivi con l’aereo). Pare, infatti, che a fare le spese di questo nuovo capriccio dei Paesi ricchi siano soprattutto i Paesi poveri. Il Kenya, per esempio, si è molto arrabbiato e ha dimostrato, dati alla mano (con una ricerca commissionata alla britannica università di Cranfield), che i fiori che esporta in Inghilterra “inquinano” molto meno di quelli della ben più vicina Olanda, dove le serre, dato il clima, devono essere riscaldate a dovere per la maggior parte dell’anno. Alla protesta altri Paesi africani si sono accodati e l’ambasciatore del Ghana presso la corte di Sua Maestà britannica ha fatto presente che boicottare (e per ragioni del tutto inconsistenti) i prodotti provenienti dall’Africa avrebbe effetti disastrosi sulle fragili economie di quel continente. Così – diciamo noi - si toglie con una mano quel che si dà, sotto forma di aiuti, con l’altra.

Breve nota personale: quando ero giovane si doveva tener testa a quello che Eugenio Corti definì nel suo romanzo più famoso «il cavallo rosso» (cioè il comunismo, argomentando dall’Apocalisse di s. Giovanni). Chi l’avrebbe mai detto che si sarebbe dovuto fare i conti anche con l’altro cavallo, quello che nell’Apocalisse è verde?

Rino Camilleri

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