domenica 25 maggio 2008

Le allodole taciteranno i gufi


Loro sono sempre di cattivo umore e pretendono di contagiare il prossimo con atavico pessimismo.
Sono depressi, invidiosi e, tabelle alla mano, gufano appena l’avversario trova il modo per sollevare il morale di una nazione spinta anch’essa sul precipizio della depressione irreversibile.
Sono i
gufi di sinistra, quelli del “benaltrismo” o del “troppopochismo”, che da tempo hanno perso il contatto con le tasche e i cuori delle persone e non tollerano che altri li arricchiscano con provvedimenti ben augurali come quelli assunti dal governo, ieri a Napoli.
L’abolizione dell’Ici, la detassazione degli straordinari e l’accordo con le banche sui tassi variabili (che abbia sortito i suoi effetti la minaccia di aumento delle tasse ai banchieri?) suonano musica nuova per le
orecchie degli Italiani, che non volevano rassegnarsi alle facce e alle marce funebri dei mesi passati.
C’è ancora moltissimo da fare, partendo dal “controllo” dei bilanci dei comuni che, come il veltronismo insegna, sono costellati di voci di spesa inutili e dannose per il contribuente. E’ vergognoso il modo in cui i sindaci utilizzano il denaro pubblico per finanziare amenità di ogni genere (insieme alle auto blu), distogliendo mezzi e strutture dai servizi vitali per la comunità.
Il governo ha inoltre messo le mani sul decreto “mille proroghe” (esempio da manuale di spartitocrazia prodiana), cancellando le prebende che si erano concessi i vecchi partiti di centrosinistra; questa non può non essere vista come un’altra dimostrazione di sintonia con l’umore della popolazione, stremata dai sacrifici e vessata dalle finanziarie dell’Unione.
E’ solo l’inizio del giorno, quando, col loro dolce canto, le allodole tacitano gli incattiviti rapaci notturni.


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