venerdì 11 novembre 2011

Fascisti siete, fascisti resterete... .


Diciotto mesi fa esultavano trionfanti per l’espulsione di Gianfranco Fini dal Popolo della libertà. La purezza della destra italiana veniva preservata, il traditore amico dei comunisti, dei froci, degli immigrati e degli intellettuali veniva sbattuto alla porta, e con la sua avventura per una “politica nuova” si “suicidava”, come scrissero subito - dando libero sfogo a un’insofferenza trattenuta per anni - i giornalisti loro amici. E oggi, dopo un anno e mezzo vissuto da protagonisti di uno dei peggiori sfaceli che la storia politica italiana ricordi, gli ex colonnelli della ex Alleanza nazionale si ritrovano ai margini di quella che pensavano fosse la loro "casa comune", additati come "fascisti" dai loro stessi colleghi di partito.

Non è bene godere delle sventure altrui, anche se è vero che la vendetta è un piatto da servire freddo. Ma sentire Gianfranco Rotondi che telefona al vicepresidente di Fli per “riconoscere la sconfitta”, leggere di Franco Frattini che si lamenta per i “fascisti che ci hanno fatto cacciare Fini e ora vogliono mandare all’aria il governo Monti”, vedere le facce di Altero Matteoli e Giorgia Meloni, Maurizio Gasparri e Ignazio La Russa che gridano contro “gli inciuci” per venire poi sconfessati dallo stesso Cavaliere, guardare le prime pagine del Secolo d’Italia che lanciano strali contro i tecnici e gli eurocrati mentre il Pdl tratta già sui nomi dei ministri: tutto questo non ha prezzo.
Per anni hanno raccontato - con orgoglio masochistico - la favoletta dello “sdoganamento”, per anni si sono genuflessi al Caimano, ne sono stati i corifei e i cani da guardia, hanno svenduto quel poco che restava dei loro valori (dalla legalità all’unità nazionale), si sono spartiti le briciole di Berlusconi atteggiandosi a fini statisti e lungimiranti politici con la convinzione di incarnare una "destra moderna". Ora sono lì, con la coda tra le gambe, senza prospettive, ridotti a interpretare il ruolo dei "fascisti" virato sui toni della caricatura. Politicamente “nudi”, ora che il berlusconismo si è sciolto, mostrano al paese la loro vera essenza. La stessa, anacronistica "identità" in cui il pifferaio di Arcore li ha ingabbiati. Inadeguati, fuori tempo e fuori luogo, pieni solo della loro retorica, mal sopportati e improvvisamente "imbarazzanti" per il resto del Pdl. Poveri colonnelli e povere colonnelline. Se ci facevano rabbia, oggi fanno quasi pena. Potevano pensarci prima. Ma forse (anzi sicuramente) è andata meglio così...
http://ilfuturista.it/

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