lunedì 5 gennaio 2009

D'ALFONSO RITIRA LE DIMISSIONI CON MOTIVAZIONI RIDICOLE


Dopo la Iervolino che non si smuove nemmeno con le cannonate, dopo Bassolino che attendiamo al varco avendo annunciato le dimissioni per aprile 2009 in teoria, dopo il mitico Villari, il buon D’Alfonso, forte della solidarietà del partito (come se fosse stato prosciolto e invece è ancora sottoposto a numerose indagini) ritira le sue dimissioni da sindaco di Pescara con un curioso escamotage.
Lo fa in modo assurdo, con motivazioni di salute….
Colpo di scena. Il sindaco Luciano D’Alfonso ha ritirato stamani, ultimo giorno utile, le sue dimissioni da primo cittadino. Contestualmente all’ufficio protocollo è stato depositato un certificato medico che attesta il suo impedimento al lavoro per motivi di salute. In base al testo unico sugli enti locali le funzioni di primo cittadino saranno svolte dal vice sindaco Camillo D’Angelo. Scongiurato, almeno per il momento, il ritorno anticipato alle urne. D’Alfonso era stato rieletto alla tornata amministrativa dell’aprile scorso. Le sue dimissioni avrebbero aperto la strada al commissariamento prefettizio con le nuove elezioni che si sarebbero tenute il 6 e 7 giugno prossimi, in concomitanza con le provinciali e le europee.
Lo stesso vicesindaco con dichiarazioni da libro Cuore ci porge ulteriori notizie
Ora si andra’ in prefettura a rendere nota la comunicazione dell’impedimento del sindaco Luciano D’Alfonso a continuare la sua attivita’. Il sindaco si autosospende in maniera permanente in quanto non si conosce il tempo che sara’ necessario per migliorare la sua situazione di salute che e’ stata certificata gia’ da tempo dai medici. Abbiano dovuto prendere atto della volonta’ del sindaco e con una delibera abbiamo confermato quello che per legge e’ necessario fare. A questo punto - ha proseguito D’Angelo - l’amministrazione continua la sua attivita’ fino alle prossima scadenza elettorale
Ricordiamo tutte le inchieste che gravano su D’Alfonso
Tre le inchieste che vedono coinvolto il primo cittadino. La più eclatante è quella che lo portò ai domiciliari il 15 dicembre scorso, poi revocati alla vigilia di Natale, con accuse pesanti relative, in particolare, ad appalti pubblici milionari in cambio di favori. Un’altra inchiesta è relativa all’urbanistica e fu avviata nel novembre 2006 da quando 22 accordi di programma e programmi complessi finirono sotto l’attenzione della magistratura. All’epoca ci furono approfondite indagini patrimoniali su D’Alfonso e gli investigatori setacciarono i suoi conti bancari e quelli dei suoi familiari fino al terzo grado di parentela senza tuttavia scoprire “tesori” di sorta. Da questo filone di indagini sarebbe emerso solo il prestito di un fondaco da parte di un costruttore. L’ultima inchiesta è relativa all’assunzione in Comune del suo ex braccio destro, Guido Dezio. L’inchiesta è chiusa dal 16 novembre 2007 e ora si attendono le decisioni dei magistrati. In questo caso il primo cittadino è indagato per abuso patrimoniale per aver favorito l’assunzione, a un livello superiore, del suo uomo di fiducia. Nell’inchiesta sulle presunte tangenti sono indagate, in tutto, quaranta persone.
I poltronari sono sempre tra noi….


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