sabato 12 gennaio 2008

L’esenzione dal pagamento del canone Rai, per gli ultrasettantenni, è una sòla


La situazione è questa.
I signori dell’Unione, com’è notorio, hanno aumentato il canone Rai: portando il suo valore a 106 euro.
La tv di stato è piena di debiti, e siccome è pubblica, noi dobbiamo pagare il costo della sua inefficienza.
Tuttavia, gli omini di Prodi - per non sembrare troppo cattivi e tassassini -, hanno pensato di introdurre un’esenzione.
Più precisamente - come rendicontano Antonio Paladino e Franco Bechis su Italia Oggi -, l’esenzione in questione è prevista all’articolo 1, comma 132, della Finanziaria 2008.
Che
dispone quanto segue:
“Per i soggetti di età pari o superiore a 75 anni e con un reddito proprio e del coniuge non superiore complessivamente a euro 516,46 per tredici mensilità, senza conviventi, è abolito il pagamento del canone RAI esclusivamente per l’apparecchio televisivo ubicato nel luogo di residenza”.
Una misura, quindi, giusta. Almeno apparentemente.
Perché come sempre avviene in casi di questo genere, c’è il trucco.
In questo caso il trucco - meglio: la sòla - sta nel fatto che il Governo, per l’esenzione di cui sopra, abbia stanziato soltanto 500.000 euro.
Che significa a conti fatti?
Lo spiega
lo stesso sito della Rai.
Che in una pagina apposita -
quella delle Faq - formula delle domande-tipo, cui fornisce le risposte.
Eccole:
“Se sono in possesso di tutti i requisiti previsti per poter ottenere l’esenzione, sono sicuro di averne diritto?”.
“No, perchè la legge prevede che le esenzioni possano essere concesse solo fino al valore massimo complessivo di 500.000 euro annui. I criteri di scelta delle domande da accogliere saranno fissati dal decreto ministeriale di attuazione”.
“In attesa del decreto ministeriale di attuazione, l’invio della domanda di esenzione mi esenta dal pagamento del canone per l’anno 2008?”.
“No, neanche se in effetti si e’ in possesso di tutti i requisiti previsti dalla legge, perchè le domande potranno essere accolte solo fino ad un valore massimo complessivo di 500.000 euro annui. Quindi, in attesa del decreto ministeriale, e’ comunque necessario pagare il canone di abbonamento per l’anno 2008”.
Chiaro il concetto?
I settantenni di cui sopra, dovranno versare comunque il canone.
Poi dovranno presentare domanda di esenzione (per ottenere il rimborso).
E non è affatto detto che la domanda venga accolta, perché siccome sono stati stanziati soltanto 500.000 euro, non tutti potranno essere esentati dal pagamento del balzello.
Insomma una colossale presa per il culo!
Soprattutto, se si tiene conto del fatto che Prodi - per tenersi buoni i senatori eletti all’estero -
ha donato loro la bellezza di 30 milioni di euro!

1 commento:

Hop Frog ::: libera associazione ha detto...

Ed allora? L'Italia ha votato, Prodi fa il pensionato, i "comunisti" sono solo un lontano ricordo, ma il canone RAI è sempre li. Governate da più tempo, con più voti, con maggior potere della combriccola Prodi&C. ma nulla cambia. Cari amici, basta con la propaganda, con la ricerca dei nemici.... se criticate chi governa e poi governate con la stessa logica la differenza è solo in quale tasca politica finiscono i nostri soldi. Ed a noi non ci può interessare di meno....