mercoledì 23 gennaio 2008

MA NON SI VERGOGNA?


Ho appena finito di ascoltare il discorso di Prodi alla Camera e ancora non mi capacito di come un uomo possa essere così privo di dignità, pudore, onestà e senso del ridicolo.
Cosa vuole dimostrare? Che Mastella ha deciso di far cadere il governo per evitare il referendum? E allora?
Lo avevano capito anche i sassi che il vero motivo fosse quello e che i giudici gli avevano solo offerto una scusa su un piatto d’argento.
Lo aveva persino dichiarato apertamente ed a nulla è servita l’intimidazione, di stampo tutt’altro che giudiziario, a non mettere in pratica i suoi propositi, giunta, guarda caso, il giorno della decisione della Consulta. Anzi, semmai gli ha dato l’occasione d’oro per passare dal ruolo del carnefice a quello di vittima, che gli consentirà di abbindolare qualche elettore in più.
Ma a Prodi cosa cambia dimostrarlo o no? A me sembra solo una puerile vendetta. Pur di distruggere Mastella trascina l’agonia ancora per qualche giorno. Non gli è bastato toccare il fondo, vuole scavare ancora, fino a che non trova la fogna dove merita di finire il suo atroce governo.

Addirittura fa lo spavaldo, si dice sicuro di farcela anche stavolta. Ma guarda un po’ che preveggente Capitan Coraggio. Si presenta alla Camera dove ha i numeri.
Perché non è andato direttamente al Senato se aveva solo bisogno della certificazione formale della crisi? Sta cercando di prendere tempo? Pensa di riuscire a comprarsi qualche senatore che ancora spera di arrivare alla tanto agognata pensione?
Può darsi che ce la faccia. Ormai siamo abituati ad assistere ad ogni porcheria al solo fine di rimanere aggrappati alla poltrona. Ma a che pro? Fino a quando?
Resistere, resistere, resistere, perché? Per sistemare Alitalia? Perché la partita delle Generali ancora non si è conclusa? Perché ci sono 600 nomine in ballo in cui sistemare gli amici e parenti?
E a che prezzo?

Si rende conto o no di quello che ha fatto oggi? Pur di rimanere in sella ha distrutto l’unico collante di questa sciagurata coalizione, l’antiberlusconismo.
Dal discorso di questa mattina esce un solo vincitore ed è, paradossalmente, l’odiato nemico.
Oggi, per la prima volta, ed è l’unica cosa di cui sono lieta, ha ammesso che la magistratura in questi 15 anni ha esagerato, ha travalicato i suoi compiti, ha fatto politica, non ha rispettato la sovranità del parlamento e del popolo, ha fatto le leggi anziché applicarle.
Lo ha detto nel suo solito modo democristiano e viscido, ma lo ha detto. Ed è su questo che chiede sostanzialmente la fiducia, oltre alla solita serie di fregnacce sui presunti successi di questo disastroso governo.
E lo ha fatto solo per far uscire Mastella allo scoperto, non rendendosi conto che per recuperarne uno ne perderà dieci.

O forse se ne rende conto benissimo, ma non gli interessa, non gli è mai interessato cosa accadrà dopo di lui, non gli importa se la sinistra ne uscirà a pezzi, se non tornerà al governo per lustri. Ciò che conta è portare a termine tutti i suoi progetti e resistere finché può.
La stima della maggior parte degli italiani era già sotto i tacchi, ma a lui non importava.
Con oggi dubito che anche gli ultimi fedelissimi non si sentano umiliati da questo personaggio che non sa cosa sia la vergogna.

Barbara di Salvo

1 commento:

Anonimo ha detto...

You write very well.