venerdì 20 giugno 2008

Tutte le balle sulla salva-processi di Berlusconi. Ecco perchè non è una legge ad personam

A qualcuno non piace la norma che sospende per un anno alcuni processi per avvantaggiare lo smaltimento di pratiche urgenti di procedimenti relativi a reati di assoluta gravità, come quelli per cui è previsto l’ergastolo od una pena superiore ai 10 anni e tutti quelli legati a mafia, terrorismo e criminalità organizzata.Dicono favorisca anche Berlusconi, perciò si trasforma automaticamente in una legge ad personam. Quindi non s’ha da approvare.A questo punto resta da capire in che modo un simile provvedimento possa avvantaggiare il Cavaliere nei suoi processi.A pensarci bene, nessuno lo sa. Che favore potrebbe ricavare il premier dal veder sospeso per un solo anno il procedimento che lo vede coinvolto nel caso Mills senza che vengano nemmeno intaccati i termini di prescrizione? E’ vero o no che fra un anno esatto il processo riprenderebbe esattamente da dove è stato lasciato un anno prima senza che nulla sia cambiato?Ed è vero o no che nel frattempo tutta una serie di processi contro malavitosi e criminali pericolosi avrebbero ricevuto una forte accelerazione essendo stati posti tra le priorità di giudizio negli uffici della magistratura?Beh, sebbene la domanda sembri retorica e contenga in sè già la risposta, diciamolo comunque: NO! non cambia niente per Berlusconi perchè non gli assicura alcun vantaggio. SI! fra un anno, a legislatura ancora in corso, tutto ripartirebbe dallo stesso punto lasciando il Cavaliere sulla graticola mediatico-giudiziaria imbastita da certa magistratura e certa opposizione. E…SI! nel frattempo processi importanti verrebbero celebrati con priorità assoluta su tutti gli altri.
Difficile allora parlare di una vera e propria legge ad personam.A meno che, non si voglia bocciare qualunque legge, sebbene impostata sulla generalità delle persone, per il sol fatto che riguarderebbe anche Berlusconi. Che sarebbe quanto ribaltare ogni principio di diritto sulla elaborazione di qualsiasi provvedimento legislativo.In soldoni: Berlusconi non può esser la cartina di tornasole per qualunque legge il governo voglia approvare. Se una norma può esser giudicata valida ed efficace non può ricevere ostruzionismi politici di questo tenore.
Altre critiche agli emendamenti del pacchetto sicurezza sono state avanzate circa due aspetti:dicono che se Napolitano avesse avuto sotto mano fin da subito quel testo non lo avrebbe approvato.Domanda: perchè? Non risponde forse ad esigenze di urgenza anche la proposta di impostare delle priorità nella celebrazione di taluni processi che riguardano reati gravissimi e che da troppo tempo sono fermi a causa di casi meno importanti?Non solo: dicono che così si violi il principio dell’azione penale obbligatoria proprio della magistratura, e quindi non si rispetti l’autonomia e l’indipendenza del potere giudiziario.E’ davvero così?Ovviamente no.Gli emendamenti agirebbero su quei processi per i quali è già stata esercitata l’azione penale, essendo praticamente già istruiti.
Ma se allora stanno così le cose, perchè azzardare critiche campate letteralmente in aria?Non si tratta quindi di uno scontro tra poteri dello stato, ma di un molto più bieco scontro politico che investe anche alcuni settori politicizzati della magistratura.La quale a volte ha memoria corta.Infatti è lo stesso CSM ad aver elaborato la cosiddetta “
circolare Maddalena” del procuratore di Torino con la quale si prevedeva addirittura il blocco in procura di certi processi impedendo così dall’interno (diciamo) l’esercizio dell’azione penale in specifici casi.
Insomma, polemiche veramente sterili e vaque. Ma soprattutto fondate su ipotesi false e sbagliate.
Non sarebbe più costruttivo invece fermarsi a riflettere e chiedersi se quelle norme siano giuste al di là di Berlusconi?


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