venerdì 5 settembre 2008

FASE II


Pubblico impiego. Brunetta: stanziati 2,8 miliardi

Per il ministro Brunetta la matematica non è un'opinione. Soprattutto se si tratta delle risorse per il rinnovo del contratto degli statali. «I numeri diffusi ieri da alcuni esponenti delle organizzazioni sindacali sulla manovra retributiva del governo destano perplessità e necessità di chiarimento». Lo precisa in una nota Vittorio Pezzuto, portavoce del ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta. Numeri che sono, dice il ministero, «imprecisi o addirittura infondati». Brunetta ribadisce lo stanziamento di 2,8 miliardi per il contratto. Annunciata per domani anche una conferenza stampa del ministro "Non solo fannulloni", per illustrare contenuti, modalità e tempistica della "seconda fase", dedicata alla premialità delle migliori amministrazioni pubbliche e dei loro dipendenti.Le cifre nel mirino del ministro riguardano l'entità degli stanziamenti per il rinnovo del biennio 2008-09 e delle decurtazioni previste dalla conversione in legge del decreto 112/2008. «Sull'entità degli stanziamenti - sottolinea la nota - viene avanzata la cifra di 2,3 miliardi di euro, senza tenere conto che a quella cifra vanno sommati i 580 milioni stanziati nella Finanziaria 2008 (art. 3, cc. 143 e 144) a copertura della vacanza contrattuale del biennio 2008-09. Sull'entità dei tagli ai fondi per la retribuzione accessoria e per la contrattazione integrativa viene avanzata una valutazione pari a 1,7 miliardi di euro, che dovrebbe derivare dalla somma della decurtazione prevista per la contrattazione accessoria (530 milioni una tantum e poi 100 milioni circa l'anno, art. 67, cc. 2 e 3), e dal taglio del 10 per cento del Fondo per la contrattazione integrativa (Fondo Unico di Amministrazione) per 190 milioni (art. 67 c. 5), taglio peraltro compensato con la creazione di un nuovo fondo a destinazione mista, con dotazione iniziale di 200 milioni e con ulteriori entrate previste dalle economie derivanti dalla riduzione delle consulenze ed incarichi ai dipendenti e da altri risparmi (art. 61, c. 17)».Anche ammettendo per assurdo, spiega la nota, «che al rifinanziamento della contrattazione integrativa non vada nemmeno un euro del nuovo fondo, i tagli ammonterebbero a 720 milioni e non a 1,7 miliardi". Secondo il ministero probabilmente il miliardo di differenza è stimato avendo in mente che il taglio della contrattazione integrativa si applichi all'intero settore pubblico e non al solo settore dello Stato, cui fa riferimento invece la stima di risparmi per 190 milioni. Ma questo comporterebbe che la retribuzione integrativa dei dipendenti delle Amministrazioni locali e del Servizio sanitario ammontasse ad un importo di 10 miliardi di euro, ovvero al 20 per cento della loro retribuzione lorda. La profonda perplessità, poi, è data dalle stime degli impatti della manovra proposte all'opinione pubblica. Si sostiene che lo stanziamento di 2,3 miliardi (per il solo Stato) comporterebbe un aumento a regime di 73 euro lordi al mese per dipendente (8 per il 2008 e 65 per il 2009); mentre il presunto taglio di 1,7 miliardi su di una platea più ampia di dipendenti (l'intero settore pubblico) avrebbe un impatto (non si sa se lordo o netto) compreso tra gli 80 e i 300 euro mensili».Se la matematica non è un'opinione questi numeri si contraddicono da soli, sottolinea la nota di Palazzo Vidoni. «Delle due l'una: se l'impatto dei tagli fosse quello indicato, l'impatto dell'aumento sarebbe di almeno 260 euro mensili; se fosse valido il calcolo dell'impatto degli aumenti, l'impatto dei tagli sarebbe meno di 50 euro mensili».

Di Nicoletta Cottone http://www.ilsole24ore.com/

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