sabato 30 gennaio 2010

UNA FOTO AL GIORNO… LEVA IL MEDICO DI TORNO: LE PENNE DEL PAVONE E LO SCONCIO DI VIA MONTALBANO


Ed ecco un’altra bella perla dell’amministrazione quarratina. Un’amministrazione che viene da lontano e che domina su Quarrata fino dai tempi di Stefano Marini. Sono 20 anni, ad oggi, che nessuno si occupa seriamente dell’aspetto della città lungo la sua arteria principale (ma diciamo pure unica) di accesso.
Eppure anche questo aspetto si riallaccia e si riconnette al problema della produttività e dell’immagine della città stessa: quindi anche al volantinaggio dello scandalo di una settimana fa.
Inutile che il Sindaco ci dica che di questo problema – via Montalbano – se ne occupa e se ne occuperà Bartoloni, perché chissà come se ne occupa e se se ne potrà occupare nel caso che le sue brillanti vicende giudiziarie si rivelino non una semplice ipotesi, ma una concreta e tragica realtà.
Il Sindaco – perché ormai è l’unico responsabile della vita di una città, grande o piccola che sia – ha meriti e demeriti. E la domanda che, su questo palese demerito, gli rivolgiamo è questa: se presentando più decorosamente Quarrata a chi viene da fuori, l’amministrazione avrebbe potuto contribuire a rendere più idonea l’immagine della città del mobile (così è indicata pure sui cartelli autostradali) che non con le bislaccherie della legalità e le opere assurde di Nannucci o le zolle di erba verde alla Màgia, villa medicea di cui la Sabrina si sente e si definisce padrona perfino sulle colonne di Repubblica. Un accesso meno squallido avrebbe potuto, forse, aiutare l’industria e la produzione quarratina o no?
Le penne del pavone – cioè l’ambizione sfrenata di fare i ganzini con Magia, arte e Querciola – non bastano a dare lustro a un centro di produzione che, a chiunque entri in Quarrata, appare come uno sconcio da pezzenti, a cominciare dall’area della scuola d’arte, fino a poco tempo fa vergogna sia per le scritte sui muri che per le discariche e i porcai lì mantenuti dagli stessi funzionari deputati alla tutela dell’arredo urbano e dell’ambiente.
Noi ripetiamo: prima l’utile e poi il superfluo. E invece questa sinistra da vent’anni non fa che l’esatto contrario. E i risultati si vedono, ora e tutti insieme: dal degrado urbano, alla sicurezza dei corsi d’acqua, per i quali il caro Gaggioli si libra sul vuoto.
Chissà se un bel viale, senza tanti orpelli, ma pulito e razionale, non fosse stato in grado di dare una mano anche al commercio del mobile.
Se certi centri commerciali fossero un vero e proprio cascame, un’Albania post Hoxa o Berisha, quanti di noi vi andrebbero volentieri a fare acquisti, anche se in una sala appartata ci fosse, esposta, la dama con l’ermellino di Leonardo da Vinci?
Ma queste cose il Sindaco non le pensa mai?

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