lunedì 1 marzo 2010

UNA FOTO AL GIORNO… LEVA IL MEDICO DI TORNO: CRISI DEL MOBILE, DALÍ PRESIDENTE DEL TAVOLO TECNICO?


L’Assoindustriali di Pistoia – come meglio potrete leggere sul post successivo del 2 marzo 2010 – ci ha formalmente chiesto di togliere da questa pagina il suo «Documento programmatico comparto arredamento».
Sia chiaro súbito che non esiste, né per noi né per altri, alcun obbligo imperativo, espressamente previsto per legge, di dover ottemperare alla richiesta di cancellazione del documento.
Sia chiaro dunque che, se lo abbiamo fatto, è solo per nostra libera scelta; tantopiù che, della pretesa riservatezza del documento, così sonoramente accampata dall’Assoindustriali, l’ente stesso ha fatto – per eccesso di zelo – partecipi anche i due quotidiani locali: sicché chi prima non era al corrente della proposta «Dalì for President», ora ne è bene edotto senza più alcuna ombra di dubbio.
È ovvio che rimaniamo della nostra critica opinione circa l’opportunità di questa interessata proposta.

Un’opinione – chiariamo – che ci è garantita sia come cittadini, sia come Consiglieri Comunali.


Poco dopo la costituzione del tavolo tecnico messo in piedi dal Sindaco a séguito della protesta degli industriali del mobile di Quarrata, l’Assoindustria di Pistoia è uscita con un documento programmatico che, lanciando la proposta di affidare a Giovanni Dalì la presidenza del nuovo organismo, dice testualmente:


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Al di là di qualsiasi altra considerazione, riteniamo importante fare alcune valutazioni in merito a questa proposta di candidatura, nel senso che occorre tenere ben presente che Giovanni Dalì è al secondo incarico nell’amministrazione Sergio Gori, ed è indubitabilmente uomo di forza e fiducia del Sindaco. Un Sindaco – va ricordato a chiare note – e una Giunta che tutto hanno in mente fuorché l’interesse del comparto del legno e dell’imbottito.
In tutti gli anni in cui Sabrina Sergio Gori è stata alla guida del Comune, di questo settore – non diciamo nevralgico, ma quasi totalizzante della produzione di ricchezza locale –, il Sindaco si è interessato solo dell’aspetto che riguarda la raccolta dei prototipi: cioè il mero aspetto architettistico, di cui pare che sia impressionantemente innamorato: alla Màgia, infatti, il nostro primo cittadino concentra le sue attenzioni per solo le forme d’arte che non prescindano dagli architetti. Nannucci ne è l’esempio più eloquente, per non dire scandalosamente eclatante. Italiani, giapponesi, tedeschi e quant’altro: basta che siano architetti. Il Sindaco crede, evidentemente, che il mondo sia solo architettura.
Ma ciò di cui il mobile avrebbe avuto bisogno in questi anni, e cioè infrastrutture in primo luogo, non è passato nemmeno per l’anticamera del cervello della Sabrina: e ancor oggi si cammina su strade che sono un disastro, su assi di scorrimento risalenti agli anni 50-60, mentre Quarrata è imbottigliata in un cul de sac da cui si esce con la stessa difficoltà con cui lo si fa da un labirinto. Perfino via Firenze, all’ingresso di Quarrata vicino a Spedaletto, compromessa dall’edilizia anni 90 di marca Marini-Bracali, ha una strozzatura nella mini-rotonda che in pratica serve a poco. Ma si pensi anche a cosa non devono fare i trasporti su gomma per partire da Quarrata e raggiungere il Valdarno, aldilà del Montalbano, sull’asse della Fi-Pi-Li. Nel frattempo, con il libro dei sogni del bilancio, si ritorna a parlare di ponti sull’Ombrone, tangenziali (ma quali?) e chissacché – magari fino a sentirsi poi rispondere da Mazzanti «non c’è soldi».
Ecco allora: dinanzi a queste considerazioni, noi esprimiamo tutte le nostre perplessità e riserve circa la proposta degli industriali di mettere il tavolo tecnico in mano a Dalì che, molto ligio e ossequente alla sua Signora Sindaco, non farà certo, a nostro giudizio, da volano alle istanze degli industriali e degli artigiani di Quarrata. E anche il tavolo rischia, come abbiamo già detto più volte, di risultare un ulteriore rallentatore delle possibili mosse, dato che il vero collo di bottiglia, se non tappo, erano, sono e restano le banche, ormai padrone di tutto e di tutti.
Insomma, Dalì presidente del tavolo tecnico non è proprio, a nostro avviso, la migliore scelta strategica…

Cliccare sull’immagine per ingrandirla.

6 commenti:

Anonimo ha detto...

Credo che manchino circa 2 anni alla nuova tornata elettorale, vedo che si stanno accaparrando tutto.
Povero Giovanni Dalì dovrà correre molto, non gli resterà molto tempo per le sue piantine, Deleghe al commercio, allo sport ed ora presidente del Tavolo Tecnico del mobile, non crede Lei sig. Dalì che sarebbe meglio che rimanesse al tavolo ma per gustare qualcosa di buono oppure schifezze, così farà danno al suo organismo e non alla comunità di quel Posto dove si vive bene ?
T.T.

pfortunati@gmail.com ha detto...

ognuno, nel suo piccolo, a difendere un pezzettino di c...ampo, alzare la cresta, intonare epinici al Manovratore di turno, anche in questo caso, che squallore e che stupida protervia...

Paola

pfortunati@gmail.com ha detto...

anche in questo caso quanta sciocca protervia, drizzare la cresta, ululare alla luna, difendere il poprio pezzettino di c...ampo invece di fare quel che serve!

Paola

Anonimo ha detto...

o che squallore?

Anonimo ha detto...

Cosa dire su questa vicenda… si forse è vero il documento pubblicato così integralmente non andava fatto, bisognava limitarsi a prendere “spunti” quello è quello che ho pensato quando l’ho visto pubblicato sul blog ed è quello che ho riferito anche a Mario. X tornare al documento in questione al suo interno ci sono scritte cose molto condivisibili (anche se quelle sul PIUSS sono sogni) fino al punto dove si esorta più volte l’assessore Dalì a fare il presidente, quindi è qui che il documento diventa molto più politico che industriale e anche l’uscita sui giornali è molto forzata e esagerata, quando bastava chiedere sul blog di togliere tutto o fare una telefonata x esortare a farlo.
Saluti
L.M.

Anonimo ha detto...

Un aiuto all'impresa semplice ma efficace!!! Puntare a fare avere in maniere più semplice i visti x i cittadini che non risiedono nella comunità europea, invece quasi sempre gli appelli cadono nel vuoto.