venerdì 26 novembre 2010

UNA FOTO AL GIORNO… LEVA IL MEDICO DI TORNO: GAGGIOLI E LE SUE LEZIONI DI DEMOCRAZIA


Apprezziamo molto il fatto che Gaggioli si sia calato nel ruolo perfetto del professore di democrazia.
Il mistico superassessore all’urbanistica – quello, per intenderci, che continua a ripetere che, se ci sono abusi sugli argini dei nostri fiumi, è colpa di Berlusconi e dei suoi condoni, pur sapendo di dire delle emerite menzogne spudorate – in mezzo alle polemiche da ieri per il suo super-regolamento che potrebbe finire col determinare il disastro del Comune, oggi risponde a Alessandro Cialdi (Udc) e gli dà schiaffi sonori insegnandogli come ci si deve comportare in politica per essere corretti.
Da che pulpito viene la predica! Bravo! Merita il bollo del tarocco e del falso.
A fronte della sua iattante arroganza – peraltro tipica di certe frange catto-integraliste –, mentre sputa ogni giorno su Berlusca per colpa del quale ci sarebbero (ammesso, dice poi, che ci siano) abusi sugli argini perfetti dei nostri fiumi, se ben ricordate insieme alla sua amata Sindaca ha fatto abbattere la Baracchina perché lì, sulla Fermulla, non ci poteva stare. Allora lo sapeva bene che Berlusca non sanava le case sugli argini. O no?
Quindi: intanto una bella patacca di bugiardo sul grugno non gliela leva nessuno. E impari a essere onesto, prima di insegnare l’onestà alle opposizioni.
Seconda osservazione alla sua integrale onestà. Gaggioli era favorevole alla gita sugli argini: e allora che ci vada e mandi a quel paese la sua padrona – perché la Sindaca è padrona, come della Màgia, anche delle persone della sua Giunta: Burchietti docet.
Sugli aspetti tragici del regolamento edilizio dice Cialdi: «Pensiamo soltanto a quello che comporta presentare un progetto per il bando: effettuare studi geologici dell’area, costituirsi in gruppo con tutti gli altri proprietari dei terreni che costituiscono l’area, incaricare un progettista per il progetto, individuare le opere pubbliche da eseguire come previsto, garantire con una fideiussione la realizzazione del progetto. Poi, se la proposta sarà approvata, i cittadini saranno costretti a vendere il tutto alle grandi ditte costruttrici che offriranno prezzi stracciati».
A noi fa impressione, nell’ultima frase, precisamente prezzi stracciati: perché potrebbero finire nel mistero italiano di lavori fatti a bischero sciolto, con materiali scadenti – è questo, infatti, che funziona a meraviglia nella bella Italia democratica e progressista di Gaggioli – e con lo sputo al posto del cemento.
Dei discorsi propagandistici gaggioliani non vogliamo sapere altro: ci indignano e basta per come vengono fatti e da chi.
Un assessore così evidentemente partigiano e bugiardi non ha neppure il diritto di essere ascoltato se non per essere puntualmente contestato in ogni sua contraddizione – un’altra, la milleunesima, che si aggiunge alle già mille della sua irraggiungibile padrona.
Gaggioli la faccia finita di prendere per i fondelli.
E ringrazi solo il TAR che – anche in questa squallida vicenda – potrebbe finire col chiudere gli occhi per non far fallire il Comune: mentre, in una vera e giusta democrazia, manderebbe sotto inchiesta chi ha fatto il porcaio e si attaccherebbe ai patrimoni personali dei capipopolo che sono andati avanti senza cervello sulla strada dell’arroganza e dell’imprudenza.

Cliccare sull’immagine per ingrandirla.

Nessun commento: