giovedì 8 ottobre 2009

UNA FOTO AL GIORNO… LEVA IL MEDICO DI TORNO: UNA GIUNTA DA BANCO DEI PEGNI


Si legge stamattina, 8 ottobre, per penna di Marta Quilici sul Tirreno, che slittano al 2010 importanti lavori pubblici. La causa? Il fatto che il Comune non riesce a vendere la vecchia piscina di Folonica e la scuola elementare di Montemagno.
Maurizio Ciottoli, AN, attacca: fa bene e con ragione, perché da mesi tutta l’opposizione si sta concentrando contro le spese a vanvera di questa Giunta che mangia gli ovi in culo alla gallina. È, infatti, un continuo libro dei sogni (come si diceva una volta) stampato per chi ci crede, ma condizionato non alle risorse reali, ma a quelle che ci saranno se… E questo, diciamolo a chiare lettere, è un giochino da acchiappacitrulli. E meno male che il professor Burchietti dice che il bilancio è sano, sennò chissà a che punto saremmo stati.
Questa è una Giunta da banco dei pegni o da monte di pietà, come si diceva una tempo. E ne ha tutte le caratteristiche. Assomiglia a quei nobili decaduti e demodés che vivono dei lampi del passato, un passato di sperpero e di discredito. Facce di cartapesta, maschere di stagnola, pietre false nei gioielli – tipo strass anziché diamanti – e tante cambiali nel cassetto: cambiali-promesse che scadono e che vengono protestate.
E come i nobili del bel tempo che fu, senza faccia e senza pudore, questa Giunta cerca di vendere quel che le è rimasto: non potendo più disfarsi dei gioielli veri, mette in vendita gli avanzi e le ciofeche, come direbbe Totò, tra le quali rimette sempre in tavola la scuola di Montemagno e la non-piscina di Folonica, beni che non attraggono assolutamente nessuno – e non attrarranno almeno finché non si arriverà a una vedita-regalo, una sorta di strozzo per fame e per sete.
Nel frattempo, ecco questa Giunta che, pur demodée e povera in canna, con l’ultimo vestito che le resta – la faccia di bronzo – si presenta in pubblico e sbandiera di essere padrona di una villa Medicea – altro bellissimo investimento posto sul groppone dei suoi servi della gleba a cui regala feste dell’uva da 72mila euro, Querciole da milionate, e tubi di neon che sono un insulto: al buonsenso e ai bisogni della gente. Una Giunta che aspetta di incassare gli oneri di urbanizzazione, come se i miracoli potessero scendere dal cielo nel panierino; una Giunta che dà a intendere, ai giornalisti rampanti dei 20 minuti e me ne vo – gli inviati speciali insomma – che sta costruendo scuole per i bei bimbi che potranno venire al mondo nei prossimi anni. Domani, se mai, la Sabrina potrebbe anche dire che spianerà il Montalbano e ci farà costruire l’aeroporto intercontinentale di Firenze – magari intitolato a qualche eroe della rivoluzione margheritina, tipo Madre Rosy di Valdichiana, come il Nene Tereza di Tirana.
Questa Giunta è una Giunta da banco dei pegni, da monte di pietà. E del dispiacimento di Mazzanti (Gli interventi non sono cancellati, ma soltanto rimandati al prossimo bilancio. Io per primo sono dispiaciuto di non poterli realizzare, ma in bilancio era scritto chiaramente che la loro realizzazione era vincolata all’esito delle alienazioni. Non si tratta quindi di promesse non mantenute: la nostra è un’amministrazione del fare, non del parlare; certamente se il governo Berlusconi tagliasse meno risorse agli enti locali, avremmo anche più fondi da investire.) non solo non ce ne importa un bel nulla, ma esso ci spinge unicamente a ribattere che se questa Giunta sprecasse meno, farebbe di più; e che questa è, sì, la Giunta del fare: ma del fare chiodi e del lasciare debiti da tutte le parti con tutti i suoi non-investimenti e le sue malefatte.
Sì, questa è la Giunta del banco dei pegni e del monte di pietà.
Mandiamola a casa alla svelta!

Cliccare sull’immagine per ingrandirla.

Nessun commento: