sabato 10 ottobre 2009

UNA FOTO AL GIORNO… LEVA IL MEDICO DI TORNO: &TIMOLOGIE DI GIUNTA ACCATTONA


Eccoli ancora qua – stavolta sulla Nazione – per le ultime (almeno per ora) lacrime da coccodrillo. Piangono. Piangono sempre. Dal solito Berlusconi è cattivo e ci toglie i fondi all’ora consueto la gente non ha soldi e non ritira le licenze edilizie, il nostro siur parùn da li belli braghi bianchi – la Giunta – piange miseria e dice no soldi, no party – insomma senza lilleri non si lallera o senza quattrini un si fa nulla o siamo rimasti senza palanche
Ma che palle, gente di Quarrata! Che palle Giunta SSG8! Avreste dovuto spendacciare meno, sprecare meno, essere più formiche e meno cicale in tutti i sensi, perché, oltre che consumare come cicale, ci avete anche rotto i timpani con i vostri piagnistei e cicalecci.
I soldi per le cose inutili li avete saputi tirar fuori sempre e comunque, Sabrina & Company! E mentre anche in questo pezzo di Andrea Balli lacrimate il fatto che è tempo di vacche magre, avete speso qualche decina di migliaia di euro a sostenere la mirabile azione della Fondazione Caripit e avete abbellito (????) Quarrata di un’opera che ha ballato un solo autunno (per scimmiottare il titolo di un film), dato che il 20 dicembre prossimo something happened sarà smontato da quel botro di Boschetti e Campano dove la scritta di Nannucci è stata sistemata – perché in una buca è stata sistemata e non altrove, ancorché si sia detto che era visibile dalla Màgia, ma con una angolazione di almeno 30 gradi verso il basso. Miracolo nascosto? Mah…
Forse il modo di amministrare della Giunta Gori è bene individuato da una brillante espressione del vicesindaco Mazzanti, usata per spiegare al popolo il rinvio, ad almeno il 2010, di tutti i lavori preventivati: Abbiamo fatto un calcolo – ha detto – e non potevamo avere la certezza che ciò che introietteremo corrisponda alla realtà.
Il neologismo, la parola nuova e illuminante – se non illuminata dal Sindaco medico-taumaturgo –, è quel verbo che vorrebbe indicare l’incasso di entrate per il Comune: introietteremo.
Ci scusi il Romitino, fido margheritino ormai transitato ad altri lidi, che ci accusa di fare cabaret. Quel futuro là da quale verbo viene se non da introiettare? Ma, a questo punto, procediamo col bisturi della signora Sabrina: il verbo è composto dalla preposizione in + il denominativo troiettare (da troietta vezzeggiativo di troia); ovvero dalla preposizione intro + il denominativo iettare, derivato da ietto/getto che però può anche dare origine alla parola più completa iettatura?
Nel primo caso si spiegherebbe il fatto che tutto ciò che si incamera nelle casse comunali (in) finisce sperperato (troiettato) dalle scriteriate spese dell’amministrazione: tra l’altro si dice pure ha sputtanato un patrimonio in 4 e 4 otto, no?
Nel secondo caso la cosa riguarda un’operazione più spiacevole ai danni del contribuente quarratino: un gettare qualcosa dentro a… (intro). O anche una iettatura in… tasca – ovviamente al popolo.
In ambedue i casi l’etimologia s’attaglia perfettamente alla Giunta, come un bel vestito attillato e senza una grinza.
Peccato – e intanto si apre il museo di Zela – che in ogni modo a subire le conseguenze negative siano sempre e soltanto quelli che non c’entrano, Mazzanti! Per favore i quattrini introitàteli (da introitare, correttamente…).
E guardate di spenderli bene perché sono sudore dei cittadini che vi mantengono tutti!

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