venerdì 2 ottobre 2009

UNA FOTO AL GIORNO… LEVA IL MEDICO DI TORNO: PROSOPOPEA DA PROVINCIALI


La molto discussa opera d’arte installata pochi giorni fa a Quarrata – opera peraltro del tutto ignorata dagli organi di informazione, che non ne hanno pubblicato neppure una foto – ci riporta a riflettere su tutta la vicenda da un’angolazione che in passato avevamo comunque toccato: il provincialismo di certa cultura marginale che s’abbaglia di tutto ciò che è insolito, come se insolito significasse, di per sé, arte.
Se Lucio Fontana ebbe fortuna per aver fatto tagli su una tela, è passato il tempo in cui fare un taglio su una tela può essere ancora considerato espressione d’arte. È passato, per esempio, anche il momento della Merda d’artista, opera dell’italiano Piero Manzoni, che il 21 maggio 1961 sigillò le proprie feci in 90 barattoli di conserva; vi applicò sopra un’etichetta con la scritta già detta in inglese, francese, tedesco e italiano, e mise in vendita i barattoli, di circa 30 grammi ciascuno, ad un prezzo pari all’equivalente in oro del loro peso.
Eppure c’è una psicoresistenza all’apprendimento di certe lezioni d’avanguardia (se non avanguardiste). E ancor oggi troviamo Giunte come quella di Quarrata, che, dinanzi a una scritta al neon, si mette a fremere (o finge?) di quei due elementi psichici che sono alla base di un famosissimo romanzo di Irving Stone da cui è stato tratto il film omonimo Il tormento e l’estasi (1965): solo che là questi due stati emozionali erano quelli provati da un talento che non si discute, Michelangelo – e che non si discute perché le sue opere non poggiano e non stanno in piedi solo grazie a dei rugginosi tubi Dalmine.
La psicoresistenza all’apprendimento ragionato èccotela apparire anche in Consiglio Comunale, mentre il sindaco perde la calma a sentir parlare di tubi e, in qualche modo, con quel suo palesare fastidio, dà di incompetenti e incapaci di capire ai consiglieri, del tutto insensibili ai misteri dell’arte.
L’unica cosa che viene in mente a questo proposito è la fiaba di Hans Christian Andersen, I vestiti nuovi dell’imperatore, davvero illuminante quanto a idea di provincialismo. Anni fa, ai tempi di Marini, il Comune decise di essere padrone della Màgia (siamo padroni della Màgia, dice la Signora Sabrina in un articolo comparso su Repubblica del 12 settembre scorso, che inneggiava al paese dei bambini, isola felice ed esempio virtuoso per l’Italia intera – e che Dio ci scampi e liberi!) comportandosi e ragionando come un vero e proprio provinciale e rinunciando a un partenariato con la più grane università di America, l’Ucla di Los Angeles che, sì, avrebbe portato cultura e soldi, per indotto, a Quarrata, e che, sì, avrebbe fatto conoscere Quarrata in tutto il mondo (non come i tubi Dalmine).
Oggi la Giunta, abbagliata dai 100mila euro della Fondazione Caripit, ha ceduto ai vestiti nuovi dell’imperatore: vestiti invisibili a chi è stolto e non è degno di vederli. E ha fatto finta che i vestiti esistessero davvero per non parere stolta e indegna, finché un povero, innocente bambino ha strillato per strada «Ma il re è nudo!» e ha messo in crisi tutta l’organizzazione con una semplice battuta.
In questo caso basta guardare i titoli dei giornali di oggi, 2 ottobre 2009, nell’immagine a corredo di questa nostra riflessione: sono loro i bambini che strillano che il re è nudo – e che tutti quei soldi, pur della Fondazione Caripit, accompagnati da altre spese a carico del nostro Comune, sono uno spreco e un’offesa ai veri problemi, seri e concreti, della gente che è in difficoltà e delle famiglie che la Giunta SSG8 dice di saper così bene difendere e tutelare.
Come un’offesa sono anche quei 72mila euro fumati di colpo per tener allegra la gente in un Settembre Quarratino per il quale la Signora Sabrina aveva fatto promessa di austerity rinnegando i fuochi di artificio.

Se questo non è provincialismo e totale incoerenza, Quarratini, che altro è?

Cliccare sull’immagine per ingrandirla.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Non c'è da aggiungere altro. Il re è nudo, ma nudo nudo. Chissà se prima o poi la gente realizzerà che è meglio per tutti togliersi le fette dagli occhi... e che arte e cultura non possono essere solo uno sfizio personale, anche se - devo dire - ben sbandierato: forse vi è sfuggito il Corriere Fiorentino di domenica scorsa.

Anonimo ha detto...

Ma il Corriere Fiorentino ha un peso?
A me mi fa impressione che nessuno degli amministratori risponda mai a nulla. O non sanno leggere o non capiscono il che leggono o sanno di avere torto marcio ma insistano imperterriti perché son padroni della verità.
Una bella democrazia vai!