martedì 13 ottobre 2009

UNA FOTO AL GIORNO… LEVA IL MEDICO DI TORNO: SICUREZZA, MA SIAMO SICURI?


Le foto che vedete in questo collage sono state scattate il 30 settembre scorso, dalle 18 in poi.
Per chi non lo avesse capito, siamo dinanzi al quadro di comando della famosa scritta Something happened che abbellisce le notti quarratine e continuerà a farlo fino al 20 dicembre prossimo.
Si parla di sicurezza sui luoghi di lavoro; si parla di morti bianche; si parla del Presidente della Repubblica che esterna la sua preoccupazione in questo senso (Napolitano: morti bianche inaccettabili. Oltre 7mila le vittime negli ultimi cinque anni – ANSA, 12 ottobre, 07:50), ma il Comune di Quarrata, che sempre da Napolitano ha ottenuto la medaglia per le sue campagne a favore dell’arte, monta la scritta di Nannucci e ne lascia il quadro in balìa del primo venuto – e non cerchiamo di truccare correndo ai ripari, le foto sono qui, sono vere e non si cancellano.
Quarrata è un Comune davvero legalitario? È vero che – con tutte le sue iniziative a favore della legalità – può dimostrare di essere perfettamente in regola? O – come abbiamo più volte scritto, senza alcuna risposta istituzionale neppure da parte degli organi di vigilanza – il Comune della Sabrina parla e parla, ma per sé, per i suoi funzionari, per i suoi dipendenti, chiude spesso e volentieri gli occhi e fa finta che tutto vada bene?
Domande dirette:
  1. Sindaco, è giusto e legale che solo i cittadini debbano rispettare le regole e che gli amministratori e i loro dipendenti siano immuni da qualsiasi obbligo, onere e responsabilità?
  2. È giusto che esistano dei piccoli lodo Alfano da usare ad hoc nelle piccole realtà provinciali?
Lo chiediamo anche ai cittadini di Quarrata:
  1. è giusto, secondo voi, che gli amministratori e i dipendenti non debbano mai pagare per i propri errori?
Qualcuno ce lo dica, prima di giungere alla settimana della legalità che sta per andare in onda; prima di sentire una nutrita serie di balle e di bolle di sapone.

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7 commenti:

Anonimo ha detto...

A me piace la legalità dei fatti, non quella delle parole, e deve essere fatta rispettare. E' facile parlare di legalità e pero' quando poi succede qualcosa di brutto si trovano giustificazioni infondate. La mia legalità è quella che quando si commetta un reato si paghi per tale reato, senza passare da 10 anni di carcere, poi a 7, poi 4, poi 2 e poi a casa per l'indulto, questa legalità mi fa schifo, la legalità che mi piace è quella che se si ha una condanna di 10 anni si fanno tutti e 10.
Spero in queste poche righe di aver almeno espresso il concetto.

Saluti
Lorenzo

Anonimo ha detto...

Sono d'accordo. E ci vuol coraggio a parlare di legalità in questo paese. E' una gara tipo "lui è peggio di me". Guarda un po', più i pezzi sono grossi e più si fanno leggi su misura per evitare processi, galera, etc.

Anonimo ha detto...

Mettiamola così: perché i capi dell'ufficio tecnico non si scottano mai le chiappe? E' uno schifo e la gente lo vede tutti i giorni. Sarebbe l'ora che li facessero scontare gl'errori!

Anonimo ha detto...

Già...peccato che i politici di ambedue le parti siano quasi esclusivamente dipendenti pubblici o para-pubblici.

Anonimo ha detto...

Quello che spesso manca alla pubblica amministrazione, che vive comunque in simbiosi con gli amministratori, è una assunzione piena di responsabilità. Invece di riconoscersi e assumersi ognuno la propria di responsabilità, scatta il gioco dello scarica-barile. E dire che fior fiore di norme negli ultimi anni hanno tentato di dividere la responsabilità di chi amministra (dà gli indirizzi e controlla) dalla funzione gestionale e operativa. C'è, evidentemente, ancora tanta strada da fare.
raf

Anonimo ha detto...

C'è davvero molta strada da fare. Sembra che ormai chi sa fa e chi non sa fa politica. E occhio, Niccolai fa politica dai tempi di Lev Trotsky (hanno fondato insieme l'Unione Sovietica).

Anonimo ha detto...

Ben venga Mario, se ha fatto politica con Trotsky, almeno sarebbe un verace! Il problema è per qegli che fanno politica oggi perché l'hanno imparata in Vaticano come Franceschini, la Rosy Bindi e la Sabrina. Con loro sono dolori perché sono più falsi di giuda.